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Jesi - Maiolatesi: «Integrazione? No problem»

La presenza di immigrati è da record. L’assessore e la media cittadina che supera anche quella regionale

da Il Resto del Carlino del 10 novembre 2009

JESI — La percentuale di immigrati a Jesi (9,2) è superiore alla media nazionale e regionale, quest’ultima si attesta attorno all’8 per cento. Al 6 novembre scorso erano 3.701 i residenti in città provenienti dall’estero, 328 in più rispetto al 31 dicembre 2008. La maggior parte ricade nelle Circoscrizioni Centro e Est: 1.539 stranieri su 12.682 residenti nella prima (12.1 per cento), 1.345 su 14 106 nella seconda (9.5 per cento) e solo il 3.3 abita nella Circoscrizione Ovest (II). Rispetto al 2008 il fenomeno dell’arrivo degli stranieri in città sembra ricevere una battuta d’arresto: nel 2008 erano ben 780 i nuovi stranieri rispetto al 2007. Assessore Maiolatesi, si sta verificando una distribuzione degli stranieri in tutta la città o continua la tendenza ad accentrarsi in poche zone?

«Abbiamo riscontrato un lieve aumento nella Circoscrizione Centro, ma possiamo dire che più o meno vengono confermati i dati degli scorsi anni. Negli ultimi due-tre anni abbiamo avuto una forte spinta di immigrati anche se per quest’anno l’incremento sembra minore. In particolare – continua- c’è una forte presenza di donne straniere, in aumento rispetto al passato e credo che questo sia indice di un processo di stabilizzazione. Una tendenza che associo, assieme al dato dei minori, al fenomeno del ricongiungimento familiare». I minori stranieri (fino a 15 anni) che oggi risiedono a Jesi sono 709 (il 14 per cento rispetto ai coetanei italiani), mentre sono solo 39 gli over 65 (contro i 9844 italiani). Qual è il livello di integrazione a Jesi, in base anche agli incontri che ha ogni giovedì con i residenti di Prato e San Giuseppe?

«I diritti e le condizioni materiali, la mancanza di lavoro che la crisi ha acuito, le difficoltà nel pagare l’affitto, gli sfratti esecutivi ci preoccupano più dei problemi di integrazione. L’insicurezza, soprattutto a S. Giuseppe c’è, ma ho la sensazione che sia ancora più percepita che reale, la criminalità non è elevata ma, certo, non bisogna dormire sugli allori. Abbiamo più stranieri rispetto alla media regionale e nazionale, ma possiamo dire che la nostra situazione non va completamente fuori controllo. Ci sono delle difficoltà che richiedono più controlli, piccoli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza, ma anche dialogo. Ci sono comportamenti incivili per cui aumenteremo le ore dell’operatore di quartiere e della mediazione, mi sono state segnalate anche attività illecite per le quali invito a rivolgersi alle forze dell’ordine».

Sara Ferreri

[ martedì 10 novembre 2009 ]

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