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Mare Chiuso - Testimonianze dirette dai respinti in Libia. Un appello per la visita di Monti
di Stefano Liberti e Andrea Segre
In seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi del 2009, le barche dei migranti intercettate in acque internazionali nel Mediterraneo sono state sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Molti dei respinti, circa 2000 persone, erano richiedenti asilo. La vicenda è ora sotto esame alla Corte Suprema dei Diritti Umani di Strasburgo. Un racconto di grande dolore e (...)
[ 21 gennaio 2012 ] |
In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta - Il documento di MSF
Le testimonianze dei migranti sbarcati in Italia.
MSF chiede alle autorità italiane di migliorare nettamente le condizioni per i rifugiati, i richiedenti asilo e i migranti che fuggono dalla Libia e dagli altri Paesi del Nord Africa.
Scarica il documento In cerca di salvezza. La sofferenza nascosta - Il documento di MSF
[ 14 luglio 2011 ] |
Canale di Sicilia - 270 dispersi. Mentre l’Italia è impegnata a bombardare in nome del popolo, il popolo in fuga muore
Un barcone al largo di Kerkennah affonda dopo un’avaria al motore
Venivano dal Niger, dal Mali, dall’Indonesia, dal Ciad, dal Ghana, dalla Liberia, dal Marocco, dall’Egitto e dal Pakistan, sono i passeggeri dell’eneesimo barcone affondato nel Mar Mediterraneo. Erano uomini, donne, bambini, parte di quel popolo in nome del quale la Libia è sotto i bombardamenti europei, quelli che dovremmo salvare dal dittatore e che invece ora sono stati inghiottiti dal mare, non senza essere prima passati dalle carceri libiche, non senza aver assaggiato le torture finanziate (...)
[ 3 giugno 2011 ] |
Sbarchi - C’è un mandante ed è un uomo di Gheddafi
a cura di Gabriele Del Grande
La notizia viene da una roccaforte dei ribelli. E la conferma si trova nei racconti di quanti stanno arrivando a Lampedusa in questi giorni. Gli sbarchi hanno un mandante. Si chiama Zuhair Adam ed è un alto ufficiale della marina libica. Al Viminale dovrebbero conoscerlo bene, visto che fa parte di un gruppo di ufficiali libici venuti in Italia all’epoca dei respingimenti per partecipare ai corsi di formazione sulle tecniche di pattugliamento. In pochi però sanno che adesso ha decisamente (...)
[ 10 maggio 2011 ] |
Lampedusa - Sbarcano in 600. Facile accogliere 50mila libici quando hai solo 20mila tunisini. Ma se arrivassero davvero?
Gheddafi lancia la sfida. Serve un corridoio umanitario invece Italia e Francia organizzano i respingimenti
Nessuna convergenza sulla validità in area Schengen per il permesso di soggiorno umanitario che il Governo rilascerà ai tunisini sbarcati tra il primo gennaio ed il 5 aprile, mentre Italia e Francia si accordano invece per il pattugliamento congiunto della costa tunisina.
A poche decine di Km intanto si intensifica la rotta tra la Libia ed il Canale di Sicilia.
A Lampedusa è approdata per la prima volta una vera e propria nave con a bordo circa 600 persone, tutte provenienti, così sembra, (...)
[ 8 aprile 2011 ] |
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Sezioni del sito o categorie di documenti che contengono gli articoli richiesti:- CITTADINANZA > COMUNICATI STAMPA E APPELLI
- CITTADINANZA > APPROFONDIMENTI, RESOCONTI, REPORT
- CITTADINANZA > INTERVISTE
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- ATTUALITà > NEWS D'AGENZIA
- ATTUALITà > RASSEGNA STAMPA
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Tunisia - I campi profughi al confine con la Libia
Quando affrontare un emergenza significa costruire accoglienza
Carovana Uniti per la libertà, Campagna Welcome
4 aprile 2011 - Confine Tunisia Libia.
Quando alla metà dello scorso febbraio sono arrivate le prime migliaia di persone di ogni nazionalità che hanno varcato il confine tra Libia e Tunisia, i tunisini hanno fatto una scelta: si doveva organizzare l’accoglienza.
Tutto ha avuto inizio dalle famiglie che abitano i villaggi limitrofi al confine che, vedendo il flusso di migranti, hanno dato una prima assistenza fornendo cibo, acqua e ospitalità nelle proprie case. E’ partita poi una gara di (...)
[ 5 aprile 2011 ] |
Emergenza diritti! La guerra a Gheddafi e la guerra ai migranti
Mentre in Libia si combatte la guerra a Gheddafi, colui che fino a poche settimane fa era il miglior alleato dell’Italia nella gestione dei flussi migratori, nel nostro paese viene combattuta un’altra guerra: quella portata avanti dal Governo contro migranti e rifugiati.
La guerra è sotto gli occhi di tutti. Ad essere finita sotto le bombe in questa primavera è la Libia, una della più infernali e corrotte tra le frontiere che separano l’Africa dall’Europa, la vergogna della gestione, Europea, (...)
[ 28 marzo 2011 ] |
Italia - La fabbrica dei clandestini
Da Lampedusa ad aree militari, dalle tendopoili ai CARA trasformati in CIE. Melting Pot nelle prossime ore a Lampedusa
Se c’è un conflitto ed un’area sconvolta da tre mesi di rivolte e rivoluzioni puoi scegliere di restare o di partire per tanti motivi. Ma se ce la fai sarà qualcun altro a decidere chi sei e cosa sarai.
Il Governo italiano, alle prese con l’emergenza auto-prodotta con la decisione di blindare Lampedusa, non ha nessuna intenzione di concedere una protezione temporanea agli sfollati provenienti dal Maghreb, a chi per tanti motivi ha scelto di andarsene per poco o per sempre, a chi ci ha provato o (...)
[ 23 marzo 2011 ] |
Welcome! - Fuori i migranti dalla clandestinità. Dignità e protezione per gli sfollati
Iniziato lo svuotamento anche dai C.A.R.A. di Roma e Gradisca d’Isonzo. A breve diventeranno probabilmente CIE. Maroni incontra le regioni per distribuire i migranti. Accoglienza? Dall’isola prigione all’imprigionamento diffuso degli sfollati
Saranno trasferiti tutti a Mineo entro una settimana ed i CARA, i centri di accoglienza per richiedenti asilo, diventeranno probabilmente strutture detentive dove incarcerare i migranti sbarcati a Lampedusa in questi giorni. La notizia arriva da Roma, dove da questa mattina, così come a Gradisca d’Isonzo, sono cominciate le deportazioni dei richiedenti asilo dal CARA di Castelnuovo di Porto verso il Residence degli Aranci di Mineo. Gli attivisti della campagna Welcome si sono incatenati (...)
[ 22 marzo 2011 ] |
Residence Mineo - Trentasette chilometri
di Agata Pasqualino
da Step1.it
E’ la distanza che separa la base di Sigonella, da dove in queste ore decollano gli aerei della missione militare contro il colonnello libico Gheddafi e la contrada Cucinella di Mineo: qui sorge il Residence degli Aranci dove sono stati portati centinaia di richiedenti asilo politico, per la maggior parte iracheni, afghani e pachistani che ancora non sanno cosa ne sarà del loro futuro in Italia. E a Lampedusa continuano gli sbarchi di migranti in fuga da guerra e miseria.
È domenica (...)
[ 21 marzo 2011 ] |
Libia - Dall’alba della Pace alla notte della Guerra. In Italia migranti nei campi di confinamento
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Gli attacchi delle forze della coalizione internazionale che stanno martellando tutta la Libia rischiano di produrre effetti diversi da quelli auspicati nella Risoluzione n.1973 delle Nazioni Unite, nella quale si stabiliva “un divieto su tutti i voli nello spazio aereo della Jamahiriya araba” al fine di proteggere i civili, perseguendosi dunque l’interesse di salvaguardare le popolazioni vittime dei “crimini contro l’umanità” commessi da Gheddafi e dalle sue forze, tra le quali un numero (...)
[ 21 marzo 2011 ] |
Libia - No fly no party
a cura di Gabriele Del Grande
Ballano, corrono, cantano e sparano in aria. Sono i ragazzi della rivoluzione di Benghazi. Che questa volta festeggiano davvero. È da poco passata la mezzanotte del 17 marzo, e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha appena approvato la risoluzione sulla no fly zone. In strada si sono riversate migliaia di automobili. I clacson suonano all’impazzata, ma a malapena si sentono, coperti dalle continue raffiche di kalashnikov e dai botti dell’artiglieria. Davanti al tribunale è una ressa. (...)
[ 19 marzo 2011 ] |
Crisi libica - Italia a rischio? Dopo tante menzogne i fatti si impongono
Dal trattato di amicizia al silenzio sulle violazioni dei diritti umani, dall’emergenza sbarchi allo stravolgimento del sistema di accoglienza
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
I ritardi delle scelte dell’Unione Europea e dell’intera comunità internazionale sulla crisi libica stanno accordando a Gheddafi quei successi militari che qualche settimana fa apparivano impensabili. E malgrado la No Fly Zone, la carneficina di civili rischia di proseguire per molto tempo ancora. Si rischia anche una situazione di guerra nel Mediterraneo perchè in queste settimane Gheddafi ha avuto tutto il tempo per riorganizzarsi, e grazie alle divisioni presenti a livello europeo e alle (...)
[ 19 marzo 2011 ] |
Deportazioni dai C.A.R.A. verso Mineo - Lo stravolgimento del diritto d’asilo
Mentre Benghazi è sotto le bombe di Gheddafi, l’Italia inizia le deportazioni da Bari alla Sicilia: dirtto d’asilo negato
Inviate le segnalazioni sugli spostamenti verso Mineo a redazione@meltingpot.org o sulla nostra pagina facebook
Benghazi è sotto un attacco del Governo libico senza precedenti ed in queste ore seguiamo con attenzione le notizie che ci vengono da Gabriele Del Grande e Stefano Liberti che si trovano proprio nella città assediata. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione che prevede l’istituzione di una no fly zone. Le contraddizioni dei governi europei e mondiali esplodono di fronte al massacro libico. Sopra le scrivanie dei Palazzi del Governo italiano sono ancora uno sopra l’altro (...)
[ 18 marzo 2011 ] |
Bombe a Benghazi
a cura di Gabriele Del Grande
Il cratere è largo tre metri e tutto intorno la pista è cosparsa di pietre. Poco distante, quel che resta della carlinga di un aereo civile continua a bruciare. In mezzo al fumo nero si riesce ancora a leggere distintamente Air Libya. È quel che resta dell’aereo colpito dalle bombe di Gheddafi, sganciate questa mattina sull’aeroporto internazionale di Benina, a 20 chilometri dalla città di Benghazi. Proprio così, mentre a Washington il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite discuteva la (...)
[ 18 marzo 2011 ] |
Respinti a Benghazi
a cura di Gabriele Del Grande
Notte di fuoco a Benghazi. Dopo la disfatta degli insorti a Ijdabiyah sotto gli incessanti bombardamenti dell’aviazione di Gheddafi, martedì sera la contraerea ha sparato per ore in pieno centro della città. E il cielo è stato illuminato a giorno dai traccianti, mentre in prossimità del porto sono stati esplosi anche candelotti di dinamite. Stavolta però nei paraggi non c’era nessun obiettivo del nemico. E ogni colpo sparato era una liberazione di gioia. Proprio così, per quanto assurdo possa (...)
[ 17 marzo 2011 ] |
Cosa state aspettando?
a cura di Gabriele Del Grande
I guanti di lattice di Salim sono sporchi di sangue. Non riesco a dimenticare la scena. Uno a uno sceglie i brandelli di carne tra i vetri in frantumi dell’auto, una Daewoo Nubira. Sono il cervello di Wahid Elhasi, spappolato dalla scheggia di una delle centinaia di bombe sganciate oggi dall’esercito di Gheddafi sulla città di Ijdabiya. I ragazzi delle milizie non ci hanno lasciato passare per fotografare i crateri delle bombe sganciate dall’aviazione del regime. E adesso capiamo perché. I (...)
[ 17 marzo 2011 ] |
Mineo, residence o campo di confinamento?
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Sul “villaggio dell’accoglienza” il Presidente della Regione Lombardo si scontra con Maroni e si chiede se dovrà armarsi di un mitra
Adesso il ministro Maroni parla del rischio di “diecimila arrivi a settimana” e prospetta una nuova emergenza, ripescando il consueto repertorio dalle informazioni raccolte dai servizi che darebbero per certa la ricostituzione in Tunisia delle stesse reti criminali che in passato utilizzavano la Libia per fare arrivare migranti a Lampedusa. Un modesto sforzo di informazione gli permetterebbe forse di usare toni meno allarmistici, come chiede da settimane l’Alto Commissariato delle Nazioni (...)
[ 8 marzo 2011 ] |
Roma - Espulsione dal basso per la Berlusconi-Gheddafi Incorporated
Fermiamo il massacro - Per l’abrogazione immediata degli accordi con la Libia. Libertà, democrazia, diritti e dignità
Oggi, 24 febbraio 2011, la Camera di Commercio Italo-Libica, con sede a Roma in Viale Regina Margherita 192, ha ricevuto un ordine di espulsione dal basso.
Mentre a sud del Mediterraneo la popolazione libica paga un prezzo enorme per essersi ribellata al dittatore, mentre le spiagge di Tripoli – quelle spiagge bagnate dal nostro stesso mare – si tingono del rosso cupo delle fosse comuni, la sponda nord balbetta ipocrisia e agita lo spettro delle invasioni barbariche, preoccupata di tutelare (...)
[ 24 febbraio 2011 ] |
Rimini - Sanzionata Unicredit. Fermiamo la ferocia sulla popolazione civile in Libia. Gheddafi vattene!
Verso il 1° marzo nella nostra città
Sanzionata dal basso Unicredit in C.so d’Augusto!
Nessuna complicità con i massacratori del popolo libico
Abbiamo detto ieri e in tanti e tante nel percorso di uniti contro la crisi: WELCOME! via Gheddafi, via gli accordi Italia/Libia! Con questo spirito abbiamo sanzionato dal basso l’UNICREDIT in c.so d’Augusto.
Comunicato di lancio del Presidio:
Quello che sta accadendo in Libia, ci chiede di non rimanere in silenzio, la ferocia del governo di Moammar Gheddafi non ha limite. Più di mille (...)
[ 24 febbraio 2011 ] |
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