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Reportage ( ARTICOLI PIÙ RECENTI )

Fortress Europe - Il rapporto di settembre
L’ osservatorio sulle vittime dell’immigrazione
tratto da: Fortress Europe
Era il 1998 e migliaia di profughi kurdi sbarcavano sulle coste calabresi in fuga dalle persecuzioni in Iraq, Siria, Iran e Turchia. Tra il 1980 e il 1999 l’esercito turco aveva cacciato oltre 2 milioni di kurdi da 3.428 villaggi poi distrutti. E nel 1988 Saddam Hussein aveva sterminato con armi chimiche 5.000 persone nella città kurda di Halabja. Il 12 dicembre del 1998 atterrò a Roma addirittura Abdullah Öcalan, il leader del Partito dei lavoratori kurdi (Pkk) in rivolta dal 1984 nel sud (...)   [ 2 ottobre 2008 ]
Fortress Europe - Pubblicato il rapporto di agosto
L’ osservatorio sulle vittime dell’immigrazione
La strage continua. Ad agosto 243 migranti morti alle frontiere dell’Europa. Almeno 9.756 i morti dal 1988. Agosto si conferma il mese con le più gravi perdite di un anno, il 2007, che ha già visto morire 959 persone, la maggior parte tra Malta e Lampedusa. Nel Canale di Sicilia le vittime dell’ultimo mese sono 161; 29 quelle nel mar Egeo e 13 sulle rotte per le isole Canarie. Due uomini sono rimasti uccisi, in Turchia, nel camion su cui viaggiavano nascosti verso la Grecia, e la stessa (...)   [ 4 settembre 2007 ]
UNHCR – Pubblicato il rapporto 2006 relativo alle linee di tendenza globale dei dati sui rifugiati
Lo scorso luglio l’UNHCR – Agenzia ONU che si occupa di rifugiati e sfollati – ha pubblicato il quarto rapporto, relativo all’anno 2006, sui trend globali delle persone seguite dall’organizzazione. Il rapporto, come specificato, è relativo alle sole persone a carico dell’Agenzia e non include i numeri delle popolazioni che fuggono da guerre e conflitti a carico di altre agenzie, come i 4,3 milioni di Palestinesi seguiti da UNRWA. Il totale delle persone seguite è di 32,9 milioni e (...)   [ 10 agosto 2007 ]
"L’Espresso": in Puglia resta lo sfruttamento
Nuova inchiesta sul caporalato
Storie di immigrati che fuggono dai loro Paesi in cerca di una vita più dignitosa, di uomini costretti a vivere lontano dalle loro case e dalle loro famiglie in condizioni disumane, di lavoratori sfruttati a 3 euro l’ora per dodici ore al giorno. È questa la nuova inchiesta de "L’Espresso" in uscita domani. Il settimanale è tornato in Puglia un anno dopo la sua inchiesta choc sulle condizioni dei lavoratori stranieri impegnati nella raccolta dei pomodori nelle campagne del foggiano, per (...)   [ 13 luglio 2007 ]
Oltre il filo spinato
Intervista a Stefania Parmeggiani giornalista, autrice del Reportage "Vite là fuori"
"L’ Europa si lascia guardare attraverso una gabbia di metallo e filo spinato (...)" inizia così il reportage di Stefania Parmeggiani che si è recata, come giornalista, nelle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla, nel marzo del 2006, per documentare quello che accade in quei territori, dove migliaia di migranti africani aspettano, esposti alle violenze della guardia civil e dei militari marocchini, l’occasione per oltrepassare il filo spinato e provare a superare il Mediterraneo, verso (...)   [ 10 luglio 2006 ]

Reportage ( TUTTI GLI ARTICOLI )

Sezioni del sito o categorie di documenti che contengono gli articoli richiesti:
  1. CITTADINANZA > APPROFONDIMENTI, RESOCONTI, REPORT
  2. CITTADINANZA > INTERVISTE
  3. ATTUALITà > NEWS D’AGENZIA
  4. ATTUALITà > RASSEGNA STAMPA
rassegna stampa
Se l’oro bianco non vale più niente
da Il Manifesto del 1 febbraio 2006
Tra i coltivatori di cotone del Mali, rovinati da una monocoltura perdente. Il cotone di Sikasso è dei migliori, ma coltivarlo costa ormai più di quel che rende venderlo: Usa ed Europa uccidono il mercato sovvenzionando i propri agricoltori. Con il cotone va in crisi in Mali tutta la struttura sociale, ma uscire da questa trappola, coltivando altro, è difficilissimo STEFANO LIBERTI INVIATO A SIKASSO (Mali) Icumuli bianchi si cominciano a vedere da lontano. Brillano come montagne di neve (...)   [ 3 febbraio 2006 ]
Tra i disperati del Niger in fuga verso l’Italia
da La Stampa del 19 ottobre 2005
LA FRONTIERA DELLA PAURA A DECINE DI MIGLIAIA PREMONO SULLA LIBIA: PRESTO POTREBBERO ARRIVARE ANCHE NEL NOSTRO PAESE di Guido Ruotolo AL QATRUN. La grande paura che preoccupa la Libia è la «penetrazione» dai confini del Niger. Pochi giorni e con il Ramadan se ne andrà anche il grande caldo e i viaggi attraverso il deserto riprenderanno. Dietro quegli ottanta chilometri di terra di nessuno, tra il Niger e la Libia, migliaia di disperati aspettano il loro turno. Ma questo esercito di (...)   [ 19 ottobre 2005 ]
Piccole donne via dal bordello
da Il Manifesto del 18 ottobre 2005
Tra le prostitute-bambine di Phnom Penh, che qualcuno cerca di salvare In Cambogia il mercato del sesso e il traffico di minori a fini sessuali è in continua espansione: 100mila lavoratrici del sesso, di cui 35mila minorenni, su una popolazione di circa 13 milioni di abitanti. Poche ong cercano di dare una mano alle ragazze che sfuggono ai loro padroni. Tania Cristofari Ero in partenza per la Cambogia e una mia amica mi segnala una notizia apparsa sul New York Times. Racconta di un gruppo (...)   [ 18 ottobre 2005 ]
Ceuta, c’è l’Europa oltre la rete. Ogni giorno una "valanga umana"
da La Repubblica del 6 ottobre 2005
Dal cuore dell’Africa migliaia all’assalto dell’enclave spagnola FRANCESCA CAFERRI Incastonate in territorio marocchino, Ceuta e Melilla alzano le barriere contro i migranti. E il governo spagnolo invia nuovi soldati Ceuta - Il sogno dell’Europa sta nascosto lì dietro, oltre quel canneto. Si lascia guardare senza vergogna: case ben dipinte, strade asfaltate, macchine potenti e corrente elettrica. Bastano 30 metri per raggiungerlo: una tentazione troppo forte per resistere. Ci cadono a (...)   [ 6 ottobre 2005 ]
L’ultima speranza in cammino nel deserto
Le rotte dell’emigrazione dall’Africa all’Europa - 1/la Mauritania
da Il Manifesto del 3 febbraio 2005
Diversi candidati all’emigrazione illegale verso Schengen passano ormai per la Mauritania e il Sahara occidentale, per poi imbarcarsi alla volta delle isole Canarie. Scoperti dalla polizia, alcuni asiatici sono bloccati da mesi in questo limbo, in attesa che qualcuno si interessi della loro sorte. Il poliziotto mauritano è gentile ma fermo mentre ci ingiunge di andare via. «S’il vous plait, Monsieur, c’est des clandestins», ci sussurra con voce melliflua accompagnandoci alla porta del (...)   [ 3 febbraio 2005 ]
Cattedrali mobili attraverso il Sahara di Stefano Liberti
da Il Manifesto del 16 ottobre 2004
Dove partono i «viaggi della speranza», che l’accordo Libia-Italia vuol bloccare gadez, Gao, città antiche rifiorite negli ultimi decenni con il traffico degli emigranti dall’Africa occidentale. I camion «ufficiali» e quelli «clandestini». Ore e giorni di sole e sabbia su piste di buche, prima di affrontare i posti di confine e i ricatti delle guardie AGADEZ (NIGER) «Gli accordi tra Libia e Italia sono una tragedia per l’Africa». Sul piazzale della stazione degli autobus di Agadez, nel nord (...)   [ 16 ottobre 2004 ]
Le organizzazioni umanitarie e i pericoli della dipendenza
di Arundhati Roy
Tratto da Le Monde diplomatique – Ottobre 2004
La globalizzazione economica ha accresciuto la distanza tra chi prende le decisioni e chi ne subisce gli effetti. Sono gli incontri quali il Forum sociale mondiale a consentire ai movimenti di resistenza locali di ridurre questo divario e di fare causa comune con i loro omologhi dei paesi ricchi. Ad esempio, all’epoca della costruzione della prima diga privata a Maheshawar, l’impegno congiunto del Narmada Barchao Andolan (Nba), dell’organizzazione tedesca Urgewald, della Dichiarazione di (...)   [ 15 ottobre 2004 ]
Le serre di el Ejido e i loro fantasmi
di Roberto Carlotti*
tratto da Il Manifesto.it
Viaggio nella città andalusa da anni cuore del razzismo anti-immigrati. Il paese è nella zona più povera e desolata dell’Andalusia, nelle sue aziende agricole finiscono migliaia di migranti maghrebini e africani. Ma i rapporti sociali sono da medioevo: ai forestieri lo schiavismo è imposto con violenza. EL EJIDO (ALMERÍA)- Un paesaggio apocalittico, montagne brulle, terra desertica, afa, molte mosche e una distesa biancastra all’orizzonte. Chilometri e chilometri di serre che occultano (...)   [ 9 settembre 2004 ]
Dai predoni ai soldati di Gheddafi, così finisce il sogno dei disperati
da Il Corriere della Sera del 10 agosto 2004
Al confine tra il Niger e la Libia, ultima frontiera dopo il Sahara: «Ci hanno portato via tutto. Torniamo a casa» DAL NOSTRO INVIATO KANTCHARI (Frontiera Burkina Faso-Niger) «Tu non hai i documenti quindi devi pagare 2500 Franchi africani (l’equivalente di 3 euro, ndr ) di multa. Altrimenti di qui non puoi passare». Jean Pelè Foutané, l’ufficiale burkinabè alla frontiera con il Niger, cerca di spiegare così, in francese, a John, un clandestino liberiano che capisce solo un po’ d’inglese, (...)   [ 10 agosto 2004 ]
Tunisia, ronde nel porto dei disperati di Marco Imarisio
da Il Corriere della Sera del 19 luglio 2004
«Caccia ai barconi pronti a partire». Il governo teme una nuova emergenza, scatta la linea dura. Sabato fermati due scafi «Quando arriverà la notizia dello stop agli arresti nel vostro Paese sarà ancora più dura» Sfax (Tunisia) - Hanène ha 11 anni, riccioli neri, una felpa lacera da adulto che le arriva fino ai piedi come unico vestito. Adesso piange. Vede sua madre strattonata dagli agenti, e strilla ancora più forte. Il poliziotto alto con i baffi le si avvicina senza dire una parola e le (...)   [ 19 luglio 2004 ]
La legge è fuorilegge. Il migrante è nei guai di Cinzia Gubbini
Inchiesta sugli effetti della legge Bossi Fini
da Il Manifesto del 12 maggio 2004
700mila stranieri regolarizzati rischiano di non poter rinnovare il soggiorno La legge Bossi-Fini e la legge Biagi risultano incompatibili: sulla base della seconda, è impossibile ottemperare alle condizioni della prima. Le questure verso il caos (anche perché già intasate dai rinnovi lentissimi) Questure in allarme, sindacati su tutte le furie e la storica sanatoria varata nel 2002 con la legge Bossi-Fini - che ha dato il permesso di soggiorno a circa 700mila immigrati - a rischio (...)   [ 12 maggio 2004 ]
Storie di deportazione - Grigore, che non voleva volare di Federica Sossi
da Il Manifesto del 4 maggio 2004
Milano-Romania, via Bologna - percorso comune a tantissimi. Ma a volte la singolarità emerge nei modi più strani, e si impone alla logica plurale delle istituzioni. E una signora «più a sinistra» si occupa di organizzare i viaggi «speciali». Come vengono rimpatriati gli immigrati «illegali» dopo la detenzione nei Cpt? Con voli speciali, noleggiati da compagnie charter. Ma accade che qualcuno dei deportati abbia paura di volare... Si chiama Grigore e ha paura di volare. La notizia arriva ci (...)   [ 4 maggio 2004 ]
Immigrati: la carica della seconda generazione
Tratto dal sito donnamoderna.com
di Sabrina Barbieri Possono passare senza difficoltà dal napoletano alla lingua senegalese. O dal milanese a uno dei tanti dialetti cinesi. Le loro mamme sanno cucinare la pasta al forno, ma anche lo zighinì, piatto tipico dell’Eritrea, o il cuscus alla marocchina. In tv guardano film indiani o filippini, ma poi comprano i cd di Tiziano Ferro e Nek. Sono i figli e le figlie degli immigrati. Immigrati di seconda generazione, li definiscono i sociologi. Italiani con il trattino, hanno (...)   [ 30 marzo 2004 ]
Pirati della droga e boss di Al Qaeda. L’ultimo viaggio dei nuovi schiavi
di Fabrizio Gatti
da Il Corriere della Sera del 2 gennaio 2004
Sessanta camion di cocaina per l’Italia al confine tra Niger e Libia I «carichi» di clandestini rendono più di due milioni di euro al mese Le precedenti puntate sono state pubblicate il 24, 27, 29 e 31 dicembre CONFINE LIBIA-NIGER - Meglio nascondere la pelle bianca. Bisogna avvolgersi nel taguelmoust , il turbante dei tuareg. Come fanno loro, lasciar scoperti soltanto gli occhi. Perché la discesa porta dritto tra i pirati. Fuorilegge del deserto nel Sahara senza legge. La terra di (...)   [ 2 gennaio 2004 ]
Schiavi nell’oasi del Ténéré Così finisce il sogno dei clandestini
di Fabrizio Gatti
da Il Corriere della Sera del 31 dicembre 2003
In migliaia perdono tutto e si fermano a Dirkou cercando i soldi per il viaggio Gli uomini costretti a lavorare per un pugno di riso, le ragazze diventano prostitute Le precedenti puntate sono state pubblicate il 24, 27 e 29 dicembre OASI DI DIRKOU (Niger) - Ribolle qualcosa di nuovo sulla linea all’orizzonte. Un sottile filo nero, nell’aria increspata dalla sabbia rovente. Si dissolve. Riappare. «Dirkou», urla l’autista ai 182 passeggeri. Più il camion si avvicina, più quell’ombra sale (...)   [ 31 dicembre 2003 ]
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