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Da Tunisi a Padova passando per Lampedusa - Minori alla deriva nello spettacolo dell’emergenza
Interviste ai migranti (minori e non) passati tra gli ingranaggi della fabbrica di clandestini
Da giorni occupano le prime pagine dei giornali locali e nazionali, oltre che i servizi e gli speciali dei telegiornali. Sono i ragazzi tunisini arrivati nelle ultime settimane sulle coste di Lampedusa, i ragazzi che insieme ad altri un mese fa erano in piazza a Tunisi a lottare per la democrazia e che oggi cercano un posto sicuro in Europa, una vita migliore. Perché la rivoluzione tunisina è finita ma nelle strade si continua a sparare e i giovani continuano ad essere senza lavoro, anche se (...)
[ 30 marzo 2011 ] |
La lunga notte nell’esercito eritreo
Il racconto di un ex-militare in fuga dal servizio di leva
Yonas ha una voce calda e tranquilla, è un ragazzo timido e riservato che decide di parlare della sua esperienza attraverso questa breve testimonianza. Qui di seguito riportiamo le sue parole, nelle parti più significative del nostro incontro. All’inizio, è per lui difficile ricostruire tutto quello che probabilmente ci vorrebbe dire, per aprirci alla comprensione di un mondo a noi sconosciuto, come la storia del suo paese e della sua famiglia, come la lunga e sanguinosa guerra fra lo stato (...)
[ 19 giugno 2009 ] |
Morte al CPT di Torino - Intervista all’Avv. Gianluca Vitale in visita alla struttura
Ritardi nei soccorsi e rivolta dei detenuti nel CPT di ultima generazione
Allungare il trattenimento nei Cpt a 18 mesi?
Il pensiero va subito a chi, in soli 10 giorni di detenzione ha trovato la morte nella struttura di Corso Brunelleschi, a Torino.
Non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino.
Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori in muratura, più “civile” e più “sicuro” - nelle intenzioni della Prefettura - era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina.
Doveva essere un periodo di (...)
[ 26 maggio 2008 ] |
Reggio Emilia - "Quando hai una famiglia, devi lavorare anche se sei morto"
Intervista a Yasser, migrante di origine egiziana, su lavoro nero e infortuni sul lavoro
Quando sei arrivato in Italia? Sono arrivato come clandestino e poi è uscita una legge nel 98 poi abbiamo fatto tutti i documenti e trovato lavoro con un italiano, prima ho lavorato con lui in nero e poi ho fatto permesso di soggiorno. Ho preso il primo permesso di soggiorno. Quindi hai fatto un anno da clandestino… Quasi un anno, dopo quando ho preso il permesso sono andato nel mio paese, ho fatto delle ferie e poi sono tornato, sono tornato del 21 di Agosto del 99. Il primo lavoro che hai (...)
[ 21 aprile 2008 ] |
Reggio Emilia - Pagare per un contratto di lavoro
Intervista a Sergej cittadino di origine moldava
Di che paese sei? Da dove vieni? Io vengo dalla Moldavia, sono cittadino moldavo. In Italia sono dal 2003, ma per un anno sono tornato a casa. Che cosa facevi in Moldavia? Ero un agronomo, ora lavoro nelle costruzioni, ho cambiato professione totalmente. Come sei arrivato in Italia? Sono arrivato legalmente, con un permesso di soggiorno attraverso l’art.27 (del T.U. Sull’immigrazione ndr). Ho letto un annuncio nel 2003 nel nostro giornale nazionale, che c’era una raccolta di ragazzi per (...)
[ 21 aprile 2008 ] |
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Sezioni del sito o categorie di documenti che contengono gli articoli richiesti:- CITTADINANZA > COMUNICATI STAMPA E APPELLI
- CITTADINANZA > APPROFONDIMENTI, RESOCONTI, REPORT
- CITTADINANZA > EDITORIALI
- CITTADINANZA > INTERVISTE
- CITTADINANZA > NEWS REDAZIONALI
- ATTUALITà > AGENDA
- ATTUALITà > RASSEGNA STAMPA
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Reggio Emilia - Colpi di pistola per 60 €
Intervista a Alì, vittima di datori di lavoro dal grilletto troppo facile
Quando è arrivato in Italia? È arrivato nel 2004. Ed è stato clandestino? È stato clandestino, poi ha cominciato a lavorare in nero, senza permesso di soggiorno, con certi titolari. Ha lavorato per una somma bassissima come soldi. Come ha fatto a trovare questo lavoro? L’ha cercato al bar, attraverso amicizie.. Noi, prima della nascita dell’associazione (Città Migrante, ndr) avevamo un comitato egiziano, di soli egiziani, con il quale aiutiamo la gente, quelli che arrivano sbarcati da giù… (...)
[ 21 aprile 2008 ] |
Chi sono i migranti sfruttati nelle cooperative? - Onome, il sogno di studiare, la tenacia di lottare per sè e per gli altri
Ciclo di interviste a lavoratori che non smettono di lottare (seconda parte)
Proponiamo una seconda intervista per conoscere, attraverso i loro racconti di vita, chi sono i migranti sfruttati nelle cooperative
Vedi anche:
Chi sono i migranti sfruttati nelle cooperative? - Irene, con le mani nei rifiuti sotto il ricatto del rinnovo del permesso
Ciclo di interviste a lavoratori che non smettono di lottare (prima parte)
Migranti - Nuove forme di sfruttamento e nuove modalità di lotta
Intervista a Sandro Chignola (docente alla facoltà di Lettere e Filosofia (...)
[ 11 febbraio 2008 ] |
Chi sono i migranti sfruttati nelle cooperative? - Irene, con le mani nei rifiuti sotto il ricatto del rinnovo del permesso
Ciclo di interviste a lavoratori che non smettono di lottare (prima parte)
In questi giorni, con la battaglia dei lavoratori della FastCoop - TNT di Limena, è tornata alla ribalta la lotta per i diritti dei lavoratori migranti, in particolare all’interno delle cooperative. Per questo MeltingPot Europa ha deciso di proporre una serie di interviste realizzate con i migranti che hanno attraversato queste lotte negli ultimi anni.
Chi sono i migranti che venggono sfruttati all’interno delle cooperative?
Iniziamo questi racconti di vita con una intervista realizzata ad (...)
[ 5 febbraio 2008 ] |
On line il sito “Storie migranti”
Intervista con Federica Sossi, coordinatrice del gruppo redazionale
Dal 18 gennaio è on line il sito “storie migranti” (www.storiemigranti.org). Il progetto è di costruire una storia delle migrazioni attraverso i racconti dei migranti.
D. Da cosa nasce l’idea di questo progetto? Qual è la particolarità di questo sito rispetto ai tanti già sul web che trattano il tema delle migrazioni?
R. L’idea di questo sito nasce dal fatto che a noi gruppo redazionale sembrava che, per quanto ci fossero tanti altri siti sulle migrazioni, nessuno di essi prestasse particolare (...)
[ 20 gennaio 2008 ] |
Cassibile - L’ennesima prigione che non dice il suo nome
Quando l’umanitarismo nasconde la vergogna
Ci troviamo a parlare con Barbara Crivelli, della Rete antirazzista siciliana, nodo catanese, di quello che risulta ad oggi il centro di detenzione per migranti dallo statuto più incerto, più difficile da comprendere: il centro di Cassibile in provincia di Siracusa.
D. Cominciamo innanzitutto con il chiederti qual’è in questo momento lo statuto di questo centro di detenzione e qual’è la sua storia? È un centro di detenzione amministrativa? È un centro di accoglienza?
R. Preciso subito che non ho (...)
[ 4 dicembre 2007 ] |
Su una piroga, in strada verso le Canarie
Un migrante senegalese racconta il proprio viaggio verso la Spagna.
Sogna l’"El Dorado" europeo. Ha fallito una prima volta ma è pronto a ricominciare. Cheikh Ndiaye Touré, mercante ambulante senegalese racconta alla Association France Presse il suo viaggio a bordo di una piroga verso le Canarie, la paura di morire ma anche i momenti di gioia tra i clandestini.
"Abbiamo viaggiato in condizioni più o meno precarie. Stavamo stretti perché sulla piroga eravamo tra le 75 e le 100 persone, Gambiesi, Senegalesi, Guinei," racconta questo padre di famiglia di 31 anni, (...)
[ 4 settembre 2006 ] |
"Nel cpt mi sentivo fuori di testa"
Intervista con un ragazzo senegalese appena uscito dal cpt di Gradisca
"Gli operatori non fanno niente. Ti trattano male. Se hai bisogno del dottore ti accompagnano solo se ti fai dei tagli sulle braccia."
"Nel cpt ho speso 300 euro per cose da mangiare"
A cura di Fabio Pelagalli, Melting Pot FVG
Da dove vieni?
Dal Senegal.
Da quanti anni sei in Italia?
Da due anni e otto mesi.
Quando ti hanno portato al cpt di Gradisca?
Il 23 marzo.
E quanto tempo sei stato dentro?
Per sessanta giorni.
Come ci sei finito nel cpt di Gradisca?
Mi hanno fermato (...)
[ 12 giugno 2006 ] |
Se la via della seta passa per Alfonsine
Intervista con Wu Rui Jun, commerciante di mobili cinesi
Tutti ne parlano. Fiumi di inchiostro si sprecano. Una cosa è certa: la Cina giocherà un ruolo determinante nel nostro futuro. Un miliardo e 300milioni di abitanti, una crescita economica stellare: minaccia o grande opportunità? E, soprattutto, cosa fanno le imprese italiane? Italiane, ma anche ravennati. Ci sono colossi, come la Cmc, che da ormai 20 anni hanno consolidati rapporti con la Cina, certo. Ma, più in generale, Ravenna sta andando in Cina? O è la Cina piuttosto a trovare un suo (...)
[ 18 aprile 2006 ] |
Reggio Emilia - L’altra faccia del Natale
Intervista con Alì, uno dei tanti migranti senza fissa dimora
Sono ormai molti i senza tetto che vivono nella città di Reggio Emilia alla continua ricerca di alloggi di fortuna per affrontare i rigori dell’inverno.
Il problema abitativo riguarda molte famiglie: affitti a prezzi insostenibili e sfratti per morosità in continuo aumento. Tale condizione per i cittadini migranti è ulteriormente aggravata dalla legge Bossi-Fini. Alì, migrante di origine marocchina, si trova in Italia da sei anni ed è uno dei tanti senza tetto che vive a Reggio Emilia. (...)
[ 23 dicembre 2005 ] |
Reggio Emilia - Che cosa significa essere clandestino
Intervista a Mohamed, migrante senza documenti
L’associazione Ya Basta! sta raccogliendo una serie di testimonianze di persone che vivono a Reggio Emilia e che, in quanto irregolari, non hanno la possibilità di esprimere il proprio pensiero e raccontare la loro storia.
Mohamed è entrato in contatto con l’associazione Ya Basta! durante la sanatoria del 2002 per svolgere le pratiche di regolarizzazione. Mohamed non è però riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno perchè il datore di lavoro gli ha chiesto una somma di danaro, in cambio del (...)
[ 7 dicembre 2005 ] |
"Mi chiamo Bob..."
La storia di un richiedente asilo liberiano, ospite del Caffè Esilio di Padova
“Mi chiamo Bob e sono nato a Kuru Monrovia. Sono Liberiano, ho 29 anni. Quando è iniziata la guerra, nel 1989, ho perso mia madre, mio padre e mia sorella; mio fratello aveva 4 bambini: 2 sono morti e gli altri 2 non sappiamo ancora dove siano. Il posto dove vivevo è un villaggio di pescatori. La vita era molto povera, riuscire a mangiare era difficile... Una mattina arrivò la guerra. Era… terribile: terroristi e governi colpevoli che ammazzavano gente innocente, sempre... Ricordo che (...)
[ 23 giugno 2005 ] |
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