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Racconti di vita ( ARTICOLI PIÙ RECENTI )
Chi sono le vittime della strage di Castel Volturno?
Un report del Centro sociale Autogestito ex canapificio di Caserta
A Castel Volturno nella sera dello scorso 18 settembre un commando di otto uomini ha esploso circa 120 proiettili contro 7 cittadini migranti, tutti africani. Sei di loro sono morti. Un altro è in ospedale. I media nazionali hanno subito parlato di un regolamento di conti tra spacciatori, ma i loro connazionali e gli altri cittadini immigrati hanno gridato a gran voce che i morti sono vittime innocenti della camorra. Tre di loro erano titolari di protezione umanitaria.
Parliamo degli (...)
[ 1 ottobre 2008 ] |
"Clandestini", questi sconosciuti
da "Città Meticcia", settembre/ottobre 2008
di Monika Poznanska
«Chi sono io? Sono un clandestino… sono nessuno… Io non esisto. Non ho i documenti, non ho casa, non ho niente. Non ho nemmeno la speranza. Vivo solo per sopravvivere, giorno per giorno». Mustapha, marocchino, ha venduto tutto quello che possedeva, ma non è bastato per pagarsi il viaggio in Italia. Ha dovuto chiedere un prestito per procurarsi tutti i 6mila euro richiesti dai trafficanti. «Quando sono arrivato in Italia ero felice. Ho pianto dall’emozione». Allora (...)
[ 1 ottobre 2008 ] |
Rivolta nella notte a Corelli dopo un pestaggio e l’omissione di soccorso
Una testimonianza diretta dal centro di detenzione
Riportiamo una testimonianza diretta sulla rivolta che ha avuto luogo la notte del 10 luglio nel Cpt di Via Corelli, a Milano. Ricordiamo che da giorni i detenuti del centro sono in stato di agitazione, e molti di loro in sciopero della fame.
Chi parla descrive le condizioni di questo centro di detenzione, gestito dalla Croce Rossa, come insostenibili da un punto di vista igienico-sanitario e di assistenza.
Dal racconto, però, traspare anche tutta la violenza congenita in questo tipo di (...)
[ 11 luglio 2008 ] |
Alla consegna il permesso è già scaduto - La storia di Olga
Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Maria Rosaria Baldin
Olga è una badante ucraina in attesa del rilascio del primo permesso di soggiorno. Era arrivata in seguito al decreto flussi del 2006. Nel febbraio del 2007, entro otto giorni dall’ingresso come prevede la legge, si è recata in prefettura a presentare istanza di rilascio del primo permesso di soggiorno e poi in posta con la busta consegnatale dalla prefettura; dopo aver incollato nel modulo una marca da bollo da 14,62€, ha fatto la fotocopia di tutte le pagine del passaporto (anche quelle (...)
[ 30 giugno 2008 ] |
Morte al CPT di Torino - Intervista all’Avv. Gianluca Vitale in visita alla struttura
Ritardi nei soccorsi e rivolta dei detenuti nel CPT di ultima generazione
Allungare il trattenimento nei Cpt a 18 mesi?
Il pensiero va subito a chi, in soli 10 giorni di detenzione ha trovato la morte nella struttura di Corso Brunelleschi, a Torino.
Non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino.
Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori in muratura, più “civile” e più “sicuro” - nelle intenzioni della Prefettura - era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina.
Doveva essere un (...)
[ 26 maggio 2008 ] |
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Racconti di vita ( TUTTI GLI ARTICOLI )
Sezioni del sito o categorie di documenti che contengono gli articoli richiesti:- CITTADINANZA > APPROFONDIMENTI, RESOCONTI, REPORT
- CITTADINANZA > COMUNICATI STAMPA E APPELLI
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- ATTUALITà > RASSEGNA STAMPA
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"Clandestino a bordo" - Il capitano lo sequestra in una cella-cabina
Il giovane veniva da Dakar. Ha dato l’allarme scrivendo "aiuto" sull’oblò
Da: Repubblica on line del 19 gennaio 2008
di Massimo Calandri
Il ragazzo nero ha scritto aiuto - Help! - su di un foglio, appiccicato all’oblò della cabina dove l’avevano rinchiuso. Da una settimana batteva i pugni contro il vetro, disperato. L’altro giorno un operaio del porto di Genova ha scorto il messaggio e ha provato a chiedere in giro, ma all’inizio gli hanno suggerito che era meglio se si faceva i fatti suoi.
Poi ha visto le sbarre di ferro saldate di fresco alla finestra della nave, ha scoperto che la porta della stanza (...)
[ 19 gennaio 2008 ] |
Ancona - «Accolti in maniera splendida Ma che paura da clandestini»
Sono tante le storie che si incrociano
da Il Resto del Carlino del 15 aprile 2007
Una famiglia anconetana. E’ quella di Lucica Bulai, che vive da sette anni col marito e le due figlie ad Ancona e dice di essere stata «accolta in maniera splendida dalla città». «Non voglio fare troppi complimenti — si giustifica la signora Bulai, nel timore che il suo entusiasmo venga scambiato per adulazione — ma qui abbiamo trovato persone molto disponibili, che ci hanno aiutati e fatti sentire da subito a casa nostra». Come molti altri immigrati anche Lucia, così viene chiamata da (...)
[ 19 aprile 2007 ] |
Zana, albanese felice «Ma senza un lavoro»
Sposata e mamma, rappresenta gli stranieri al Comune
da Il Resto del Carlino del 4 aprile 2007
Zana Spaho, albanese di Tirana, abita a Macerata ed è un’immigrata sui generis: perché da due anni rappresenta gli stranieri in consiglio comunale, ma soprattutto perché quando ha deciso di venire in Italia, nel 1995, non l’ha fatto per motivi economici, né per motivi politici o chissà per quale difficile situazione alle spalle. La storia di Zana è la nostra terza tappa nel viaggio alla scoperta degli immigrati della provincia. A Tirana viveva con la famiglia, lavorava come insegnante e (...)
[ 4 aprile 2007 ] |
Ancona - La faccia felice della Cina. «I problemi non mancano ma l’integrazione c’è»
Cheng Liu, universitario e politico
da Il Resto del Carlino del 31 marzo 2007
Come vivono, che lavoro fanno, come si trovano in città? Inizia oggi il viaggio del Carlino tra i rappresentanti delle numerose etnie presenti nella nostra città. Quali difficoltà incontrano? Si sentono integrati a pieno o c’è ancora tanta strada da percorrere in questa direzione? Saranno gli stessi protagonisti a raccontarci la loro storia, a spiegare cosa vuol dire e come ci si sente a vivere in un paese lontano da quello delle proprie origini. Da oggi cercheremo di dare un po’ di (...)
[ 31 marzo 2007 ] |
Ascoli - Marilou, da Manila alle Torri. Laurea e una vita da badante
«Mi sento straniera quando torno nelle Filippine»
da Il Resto del Carlino del 31 marzo 2007
Come vivono, che lavoro fanno, come si trovano in città? Inizia oggi il viaggio del Carlino tra i rappresentanti delle numerose etnie presenti nella nostra città. Quali difficoltà incontrano? Si sentono integrati a pieno o c’è ancora tanta strada da percorrere in questa direzione? Saranno gli stessi protagonisti a raccontarci la loro storia, a spiegare cosa vuol dire e come ci si sente a vivere in un paese lontano da quello delle proprie origini. Da oggi cercheremo di dare un po’ di (...)
[ 31 marzo 2007 ] |
Ascoli - Un giovane pugile nigeriano esule politico a Martinsicuro chiede aiuto
da Il Resto del Carlino del 15 gennaio 2007
Tradito dalla box e da false promesse, ha rischiato di morire sul ring per “conquistare” un passaporto francese. Ora vive di stenti, menomato e da esule politico a Martinsicuro, ospite della sorella che lavora in una lavanderia. Mamadou Sow ha 29 anni ed ha già bruciato tutte le tappe. E’ stato abbandonato dalla moglie, non vede da sette anni i tre figli, di 7, 10 e 12 anni e tira avanti con piccoli aiuti della comunità Islamica della zona, oltre a quello che riesce ad avere dalla sorella, (...)
[ 6 febbraio 2007 ] |
Senigallia - Mounir: con uno stipendio solo non ce la facciamo
Dalla rubrica Culture migranti
da Viveresenigallia.it dell’ 1 febbraio 2007
Dalla Tunisia Mounir viene in Italia a fare il cameriere. Prima Bari, poi Senigallia, dove per vivere si adatta a fare i lavori più diversi. Il grande problema della sua famiglia è la casa. Abitano in quattro in una stanzetta aspettando una casa popolare che non arriva.
di Giulia Angeletti
Mounir lascia la Tunisia che aveva 22 anni. Con un diploma di cameriere trova presto lavoro a Bari, dove già viveva un suo amico. A quel tempo, nel 1990, ma Mounir solo nel 1995, con l’apertura della (...)
[ 1 febbraio 2007 ] |
San Benedetto - Da perseguitati a imprenditori, ecco i Vural
Una famiglia di curdi sceglie San Benedetto e costituisce un network di rivendite di kebab
dal Corriere Adriatico del 16 gennaio 2007
SAN BENEDETTO - Fuggire dal proprio Paese, per evitare le persecuzioni legate alla propria etnia, girare l’Europa ed, alla fine, dopo essere stati in Francia, Germania ed in altre città italiane, trovarla proprio a San Benedetto. Una città talmente a dimensione d’uomo, da essere eletta dai protagonisti di questa storia come quella nella quale stabilirsi definitivamente.
Stiamo parlando della famiglia Vural, originaria del Kurdistan turco, regione dalla quale sono stati costretti alla fuga (...)
[ 16 gennaio 2007 ] |
Le vite negate dei lavoratori clandestini
La Bossi-Fini raccontata da una scrittrice egiziana
da La Repubblica (Milano) del 14 dicembre 2006
A Milano ho amici laureati che hanno passato ore fuori dalla questura per prendere il ticket e fare un’altra coda. È la norma più odiata da sempre perché intrappola gli immigrati in un odioso circolo vizioso, come dire vai sulla luna e poi torna.
Ho conosciuto un ragazzo senegalese, qualche settimana fa. Un giovane intelligente e simpatico, che arrancava nell’italiano ma parlava un fluente, elegante, comprensibilissimo francese. L’ho conosciuto fuori da un centro commerciale, vende (...)
[ 14 dicembre 2006 ] |
Ancona - Il libanese che sogna un porto come Barcellona
Dalla rubrica Ancona Multietnica
da Il Messaggero del 6 dicembre 2006
di Giampaolo Milzi
Dal Libano ad Ancona, puntando il dito sulla cartina geografica italiana un po’ a caso. Su quella che per posizione, clima, mare, ampiezza contenuta, avrebbe potuto, chissà, assomigliare di più alla sua Byblos, cittadina nella periferia nord di Beirut. E dopo 25 anni da quel 1981, quando a Beirut cominciava ad essere spazzata dalla guerra civile, Zakhia Bassil è sicuro di aver fatto la scelta giusta: «Il mio rapporto con Ancona? La amo, perché è a dimensione di (...)
[ 6 dicembre 2006 ] |
Senigallia - Hamid, tra certificazioni e volontariato
Dalla rubrica Culture migranti
da Viveresenigallia.it del 30 novembre 2006
Con alle spalle una laurea in Agraria in Marocco, e un master in agricoltura biologica a Bari, Hamid oggi lavora a Senigallia per l’Istituto Mediterraneo di Certificazione ed è responsabile dei rapporti con i clienti all’estero. Tra viaggi di lavoro e corsi di formazione, Hamid trova anche il tempo di fare il volontario alla Caritas.
di Giulia Angeletti
Hamid viene da Marrakech, città millenaria del Marocco, oggi molto di moda per il turismo di massa. Si laurea in Agraria, titolo di (...)
[ 30 novembre 2006 ] |
Ancona - Dulal, il guru dei golosi che viene dal cantiere
Il titolare del “Ristorante India”: "La fame in Bangladesh, ora il successo come chef"
da Il Messaggero del 28 novembre 2006
di Giampaolo Milzi
Dulal. Pronunciare questo nome, in città e dintorni, produce due effetti: l’acquolina in bocca, per i numerosi aficionados del Ristorante India; la speranza di farcela, per i tantissimi immigrati del Bangladesh. Lui, Dulal Md, approdato ad Ancona Porta d’Oriente nel ’90, immigrato di prima generazione, è uno dei primi ad avercela fatta davvero. La cucina del suo elegante locale in piazza Rosselli, di fronte alla stazione ferroviaria, dal 2002 sforna ricercate e speziate (...)
[ 28 novembre 2006 ] |
Ancona - Judith, la ginecologa del Benin "Mi sono imposta con il merito"
Dalla rubrica Ancona Multietnica
da Il Messaggero del 21 novembre 2006
di Giampaolo Milzi
Nel suo largo e schietto sorriso c’è il bianco abbagliante del sole dell’Africa. Un bianco a più facce: solidale come quello di una crocerossina, acutamente ironico, sferzante come un fulmine. Nei suo 20 anni di vita italiana, la maggior parte spesi ad Ancona prima sui libri dell’Università e poi accanto ai pazienti, qualcuno ci ha provato a mettere i bastoni fra le ruote con frecciate di xeno-veleno a Judith Savoeda, 37 anni, doppia specializzazione in Ginecologia e (...)
[ 21 novembre 2006 ] |
Senigallia - Abdellah: ’’Mi sono sempre interessato di politica’’
Dalla rubrica Culture migranti
da Viveresenigallia.it del 19 ottobre 2006
Abdellah, conosciuto dai lettori di Vivere Senigallia per i suoi articoli di denuncia e di polemica, è un ragazzo marocchino che vive e lavora a Senigallia ormai da tre anni. Si è sempre interessato di politica, e si arrabbia quando qualcuno non rispetta i suoi diritti.
di Giulia Angeletti
Abdellah in Marocco lavorava con suo padre in un’azienda agricola, ha fatto poi l’operaio in alcune fabbriche. È venuto via dal suo paese per cercare condizioni di vita migliori, che in lì non poteva (...)
[ 19 ottobre 2006 ] |
Senigallia - Saliam e l’International Phone Centre
Dalla rubrica Culture migranti
da Viveresenigallia.it del 20 settembre 2006
Saliam è un ragazzo che viene dal Bangladesh, come tanti altri che sono venuti in Italia e in particolare a Senigallia negli ultimi anni. Qui gestisce insieme alla sua famiglia un negozio di Phone Centre e Internet Point. Quando non lavora in negozio fa il venditore ambulante, avendo comprato la licenza. Per lui e la sua famiglia il problema più grosso e ancora irrisolto è quello dell’abitazione.
di Giulia Angeletti
Sono quasi 6 anni che Saliam si trova in Italia. È stato prima a Roma (...)
[ 20 settembre 2006 ] |
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