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Il comodo alibi dello scafista
di Alessandro Dal Lago e Fulvio Vassallo
Avvoltoi di ogni provenienza si stanno avventando in questi giorni sugli stranieri annegati nel Canale di Sicilia. Scaricare tutta la responsabilità sugli scafisti è un bel modo di scrollare dall’Europa la responsabilità di affrontare un problema umanitario e sociale globale. Di fronte a queste cortine fumogene, desideriamo ribadire alcuni fatti talmente banali da essere accuratamente ignorati da uomini politici, commentatori ed «esperti».
La destra che cerca di mettere in difficoltà il (...)
[ 23 agosto 2006 ] |
«Cari ospiti, benvenuti a Lampedusa» di Fulvio Vassallo Paleologo*
False identificazioni e bugie per i disperati approdati nelle ultime settimane sull’isola siciliana
da Il Manifesto del 12 ottobre 2004
I rimpatri sono uno schiaffo alla Consulta, che solo poche settimane fa aveva ribadito l’incostituzionalità delle espulsioni con accompagnamento immediato
Hanno dovuto nascondere l’ultima vergogna. Per caricarli sull’aereo Alitalia che li avrebbe riportati in Libia hanno usato le camionette anche se pochi metri separano il lager di Lampedusa dalla pista dell’aeroporto. Nessuno doveva vedere gli immigrati ammanettati, nessuno doveva vedere la brutalità dell’accompagnamento forzato, nessuno (...)
[ 12 ottobre 2004 ] |
Nuove frontiere marittime e respingimenti collettivi di Fulvio Vassallo Paleologo
da Il Manifesto del 8 luglio 2004
La situazione sofferta dai profughi sudanesi sulla nave Cap Anamur, ancora bloccata al largo delle coste siciliane, configura una sorta di inedito "respingimento collettivo in mare", in quanto, da parte delle autorità italiane, dopo una iniziale autorizzazione, è stato impedito l’ingresso nelle acque territoriali italiane, con l’uso della marina militare e delle forze di polizia.
Nel caso dei profughi sudanesi imbarcati sulla Cap Anamur, nave battente bandiera tedesca, che naviga in una (...)
[ 8 luglio 2004 ] |
Così l’Italia viola il diritto di asilo di Fulvio Vassallo Paleologo*
da Il Manifesto del 7 luglio 2004
La situazione sofferta dai profughi sudanesi sulla nave Cap Anamur, ancora bloccata al largo delle coste siciliane, configura una sorta di inedito «respingimento collettivo in mare», in quanto, da parte delle autorità italiane, dopo una iniziale autorizzazione, è stato impedito l’ingresso nelle acque territoriali, con l’uso della marina militare e delle forze di polizia. Nel caso dei profughi sudanesi imbarcati sulla Cap Anamur, battente bandiera tedesca, che naviga in una «zona contigua», (...)
[ 7 luglio 2004 ] |
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