Dopo l’arresto in Brasile di Cesare Battisti, pedinato fin dalla fuga dalla
Francia dalla polizia francese ma arrestato solo nei primi giorni della
campagna elettorale per le presidenziali, Nicolas Sarkozy utilizza ancora la
sua carica di Ministro dell’Interno per propagandare la sua personale
candidatura all’Eliseo.
Venerdì scorso, infatti, poche ore prima dell’annuncio ufficiale delle dimissioni
di Sarkozy, la Polizia ha compiuto un’azione eclatante fuori da una scuola
elementare del popolare e multietnico quartiere parigino di Belleville. Con
una dinamica che si ripete ormai da mesi, alcuni agenti si trovavano fuori
dall’uscita della scuola, pronti ad arrestare un parente sans-papier venuto
a prendere il proprio bambino: in questo caso si trattava di un nonno di
origine cinese.
Ma la vicenda non finisce qui. Gli altri genitori presenti all’arresto
reagiscono e inizia una violenta colluttazione con i “flics”, che non
mancano di utilizzare le maniere forti: manganellate, gas lacrimogeni, e,
infine, il fermo della direttrice della scuola, che per prima si era opposta
all’arresto del sans-papier.
L’epilogo clamoroso di un’azione di polizia così brutale (a cominciare dal
fatto che vengono utilizzati i bambini che vanno a scuola come “esche”, fino
ad arrivare ai metodi utilizzati dalla polizia, che ha affermato di essere
stata aggredita da un gruppo di persone organizzato) non poteva non fare
irruzione nella campagna elettorale, da una settimana entrata nel suo clou.
Il paradosso della Francia, unico paese dove esiste questo particolare stato
giuridico (i sans-papier, infatti non sono nè regolarizzabili nè passibili
di espulsione) è ampiamente utilizzato dai candidati alla presidenza, che
non hanno perso l’occasione per ribadire le proprie posizioni: Sarkozy ha
confermato la volontà di creare un Ministero per l’identità nazionale che
possa occuparsi della regolarizzazione solo di quegli immigrati realmente
integrati; la socialista Segolène Royal ha promesso di regolarizzare tutte
le famiglie di sans-papiers con bambini nelle scuole dello stato; infine il
centrista Bayrou, nella costante ricerca di una differenziazione dagli altri
due candidati, ha espresso la proposta di regolarizzazione, ma valutando
caso per caso.
Per la cronaca, è recente la smentita da parte del Partito Socialista della
dichiarazione di Segolène Royal: il PS afferma infatti che non è possibile
pensare di regolarizzare tutti i parenti di alunni sans-papier. Punto.
La campagna elettorale dunque continua nella rincorsa a destra da parte dei
socialisti: niente regolarizzazioni, ma inno nazionale e tricolore in ogni
casa. Queste, fino ad ora, le proposte di "Sego", mentre Sarkozy, per il
momento più defilato, continua a macinare consensi con le proprie iniziative
in termini repressivi, sottraendo influenza e credibilità all’estremista Le
Pen.
A cura di progetto Melting Pot Europa