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Cpt Gradisca, polemica sulle sbarre

l Sap: senza i divisori nelle camerate impossibile fermare i violenti. Il sindacato di polizia protesta anche per la mancanza di rinforzi

dal Messaggero Veneto del 6 aprile 2007

Gradisca. Polemica del Sap per l’eliminazione al Cpt di Gradisca delle sbarre che dividono le varie camerate. Essa - si legge in una nota - «aumenta il rischio sia per gli operatori delle forze dell’ordine sia per gli immigrati» poiché «non sarà più possibile isolare eventuali facinorosi impedendo che inottemperanze si tramunitono in rivolte. Con la rimozione delle barriere divisorie nelle camerate, infatti, sarà indubbiamente più facile aggredire gli operatori di polizia, continuamente richiamati in questi mesi all’uso di maniere "gentili" in caso di intervento. Non solo, per eventuali facinorosi sarà anche possibile aggredire altri immigrati».
Il Sap manifesta anche delusione per il mancato ottenimento di un contingente di rinforzo per la provincia di Gorizia. «Il dipartimento, che ben conosce le nuove difficoltà operative, nel disporre la movimentazione di oltre 3000 agenti e assistenti, incredibilmente si dimentica di Gorizia e delle problematiche create a questo territorio dall’apertura del Cpt. Il tutto mentre gli operai stanno già provvedendo alla rimozione delle barriere divisorie, con fondi immediatamente disponibili diversamente da quelli per gli operatori di polizia a cui, tra l’altro, devono ancora essere corrisposti gli straordinari di gennaio. E contestualmente si viene a sapere che gli auspicati e promessi rinforzi non sono tra le priorità del Dipartimento, che invece ha tra i suoi obiettivi il potenziamento di due valichi di seconda categoria (San Floriano e Devetaki, ndr), valichi che come noto dal 1 dicembre saranno abbattuti».
Ieri mattina, intanto, sono cominciate le operazioni di smantellamento degli "spuntoni" della barriera metallica perimetrale del Cpt, ovvero della sezione superiore (ricurva verso l’interno) della recinzione e inizialmente posizionata come deterrente per i tentativi di fuga da parte degli immigrati clandestini.



Gradisca, meno sbarre al Cpt La polizia: «E’ un rischio»
Il Sap teme che, d’ora in avanti, sarà più difficile isolare eventuali focolai di rivolta

Gradisca. «Al centro di permanenza temporanea di Gradisca l’attuazione delle modifiche ai sistemi di sicurezza passivi, già cominciate, aumenta il rischio sia per gli operatori delle forze dell’ordine che per quelli immigrati che la commissione che le ha imposte vuole tutelare nel loro desiderio di libertà». A denunciarlo è stata ieri la segreteria provinciale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia), pronta a rilevare come l’eliminazione di sbarre divisorie nelle camerate del Cpt renda più complicato isolare eventuali situazioni di criticità e pericolo.
Scenari che il Sap non esita a indicare come preoccupanti, evidenziando come le nuove direttive ministeriali, decise sulla base delle indicazioni specifiche per il Cpt di Gradisca fornite dalla commissione guidata dall’ambasciatore Onu Staffan De Mistura che, su incarico del ministro dell’Interno Amato, a fine 2006 aveva visitato i centri di permanenza temporanea e accoglienza italiani. Commissione che, proprio in occasione del sopralluogo effettuato a Gradisca, aveva immediatamente giudicato come «eccessiva» la presenza di sbarre nella struttura. «Queste direttive – si legge nella nota del Sap – impongono lo studio di nuove modalità di intervento all’interno del Cpt, dove non sarà più possibile isolare eventuali facinorosi impedendo che inottemperanze si tramutino in rivolte. Con la rimozione delle barriere divisorie nelle camerate, infatti, sarà indubbiamente più facile aggredire gli operatori di polizia, continuamente richiamati in questi mesi all’uso di maniere “gentili” in caso di intervento. Non solo, per eventuali facinorosi sarà anche possibile aggredire altri immigrati».
Una richiesta di addolcimento dei metodi d’intervento ribadita proprio ieri, come ha precisato il segretario provinciale del Sap, Angelo Obit, «da una circolare ministeriale che ci chiede di evitare in ogni caso l’uso della forza, anche in caso di fuga. Il problema, tuttavia, resta un altro: le modifiche ai sistemi di sicurezza cosiddetti passivi stravolgono la normale metodologia di intervento in sicurezza, perché non esiste più la possibilità per le forze dell’ordine di utilizzare le barriere divisorie che servivano a isolare, in caso di necessità, le camere».
Il Sap, tuttavia, non manca di manifestare la delusione per il mancato ottenimento di un contingente di rinforzo per la provincia di Gorizia.
«Il dipartimento, che ben conosce le nuove difficoltà operative, nel disporre la movimentazione di oltre 3000 agenti e assistenti, incredibilmente si dimentica di Gorizia e delle problematiche create a questo territorio dall’apertura del Cpt, che per nostra fortuna continua a operare a basso regime, ma con alti costi e rischi in costante crescita. Il tutto mentre gli operai stanno già provvedendo alla rimozione delle barriere divisorie, con fondi immediatamente disponibili diversamente da quelli per gli operatori di polizia a cui, tra l’altro, devono ancora essere corrisposti gli straordinari di gennaio. E contestualmente si viene a sapere che gli auspicati e promessi rinforzi non sono tra le priorità del Dipartimento, che invece ha tra i suoi obiettivi il potenziamento di due valichi di seconda categoria (San Floriano e Devetaki, ndr), valichi che come noto dal 1º dicembre saranno abbattuti».
Ieri mattina, intanto, sono cominciate le operazioni di smantellamento degli spuntoni della barriera metallica perimetrale del Cpt, ovvero della sezione superiore (ricurva verso l’interno) della recinzione e inizialmente posizionata come deterrente per i tentativi di fuga da parte degli immigrati clandestini.
Marco Ceci

[ venerdì 6 aprile 2007 ]

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