leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Libri - Diritto di fuga oggi: attualità della seconda edizione

Intervista a Sandro Mezzadra, autore del libro

Da alcuni mesi è uscita la seconda edizione del libro “Diritto di fuga”. Un testo che si propone di analizzare i movimenti migratori attraverso un insieme di comportamenti e immaginari che fanno della migrazione un movimento a tutto tondo.

Assumendo come dato centrale la mobilità del lavoro nel capitalismo il libro evidenzia la contraddizione da un lato della libera circolazione di merci e capitali, e dall’altro del dispiegamento sempre maggiore di confini per le soggettività migranti. Questa analisi porta naturalmente ad una riflessione sul ruolo della cittadinanza nelle democrazie occidentali.

Approfondiamo queste ed altre tematiche con Sandro Mezzadra, autore del libro e ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.

Domanda:“Diritto di fuga oggi”, quali sono le novità e i punti di attualità rispetto alla prima edizione?

Risposta: La seconda edizione di “Diritto di fuga” si arricchisce, rispetto alla prima, di una serie di materiali elaborati successivamente e discussi anche al di fuori della realtà italiana. Oltre ad una nuova e più approfondita introduzione, il libro si arricchisce di tre dialoghi con Brett Neilson (ricercatore e attivista australiano) che approfondisce le analogie e le differenze fra le condizioni dei migranti in Italia e in Australia, con Etienne Balibar (filosofo politico francese) che analizza la dimensione europea delle migrazioni, e con il Colectivo Situaciones di Buenos Aires che ragiona sul tipo di suggestioni che possono venire dalle pratiche politiche dei movimenti e sul tentativo di mettere a confronto alcune delle tesi di “Diritto di Fuga” con scale spaziali globali. Un altro testo presente in questa seconda edizione analizza la teoria dell’autonomia delle migrazioni. L’autore sottolinea il legame tra ricerca teorica e prassi politica, e come le tesi elaborate nel libro abbiano contribuito a rinnovare temi della ricerca critica nel campo delle migrazioni. Viene inoltre sottolineato come le tesi presenti in “Diritto di fuga” si sono sviluppate parallelamente al dispiegarsi di una serie di percorsi di movimento sia locali che globali.

D: Seattle: primo movimento a livello globale che assume come elemento già dato, e quindi come base da cui partire, il superamento dei confini nazionali...

R: E’ assolutamente necessario valorizzare le novità del movimento di Seattle: la dimensione globale viene assunta come presupposto a partire dal quale si sviluppano le forme di azione e di pratica politica. La dimensione globale non è però linearmente omogenea ma scissa, e i movimenti migratori hanno conquistato spazi sempre maggiori perché sono parte dell’insieme dei processi che, in modo estremamente contraddittorio, negli ultimi decenni, hanno contribuito a costruire questa dimensione globale. I movimenti migratori ci permettono di leggere questa situazione globale come tutt’altro che “liscia”, ma fratturata e conflittuale.

D: Confini interni oggi: i Centri di Permanenza Temporanea sono un modello estendibile alle nostre metropoli?

R: Si tratta di un tema ampiamente discusso sia all’interno dei movimenti che nel campo della ricerca sociale. Oggi sono in atto processi potentissimi di segmentazione e confinamento degli spazi urbani e metropolitani; questi devono essere criticati cogliendo gli elementi di continuità dei dispositivi di confinamento sia interni che esterni. I Centri di Permanenza Temporanea risultano essere la riproposizione di logiche di confinamento all’interno dei nostri spazi urbani, e il loro funzionamento va oltre lo spazio concreto del centro di detenzione ma è collegato a tanti altri elementi: mercato del lavoro, cittadinanza, organizzazione dei rapporti tra lo spazio europeo e il suo esterno.

D: Qual è oggi il rapporto tra precarietà lavorativa e migrazione, considerando ad esempio l’esempio del Centro di Permanenza Temporanea di Bari dove sono rinchiusi i lavoratori agricoli alla fine della stagione.

R: Sono diverse e numerose le analisi e le ricerche che verificano il rapporto, sempre più forte, tra centro di detenzione e mercato del lavoro. Nel caso del Cpt di Bari viene analizzato come il processo di riempimento/svuotamento della struttura è collegato a quello che è il ciclo della raccolta dei pomodori nelle campagne pugliesi: il centro di detenzione offre manodopera a bassissimo costo per periodi limitati. Questo ragionamento sul rapporto tra lavoro migrante e lavoro precario ci permette la costatazione di un dato di fatto assolutamente paradossale: la popolazione maggiormente mobile, cioè la popolazione migrante, è anche quella maggiormente sottoposta ai più duri dispositivi di controllo e di limitazione della sua mobilità. Questa caratteristica paradossale si presta ad essere generalizzata ed estesa all’analisi del lavoro precario, che vive anch’esso di attitudini e stili di vita improntati alla mobilità che vengono però coattati e imbrigliati attraverso l’imposizione della precarietà stessa. La contraddizione è proprio questa: la precarietà si nutre della mobilità ma allo stesso tempo la disciplina, la coatta e la limita.

D: I migranti rivendicano e praticano quotidianamente il diritto alla mobilità contro ogni confine, siamo di fronte alla costruzione di elementi di un nuovo diritto di cittadinanza globale?

R: Assolutamente si...la cittadinanza come categoria ha una storia che la lega a doppio filo alla amministrazione di forme di vita stanziali, assunte come punto di riferimento per governare quella mobilità del lavoro che, storicamente, ha sempre caratterizzato il capitalismo. Assumere il presente come una nuova miscela di mobilità e stanzialità ci permette di ragionare su uno svuotamento di senso della categoria di cittadinanza attuale, e nei prossimi anni ci porterà a criticare ancora dall’interno le logiche e le forme della cittadinanza puntando ad un loro oltrepassamento.

Sandro Mezzadra
Diritto di fuga
Migrazioni, cittadinanza, globalizzazione
pp. 218 € 18.00

A cura di Progetto Melting Pot Europa

[ venerdì 20 aprile 2007 ]

TELE RADIO CITY s.c.s. Onlus - P.I. 00994500288 - Iscr. Albo Soc. Coop. n. A121522 | presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2010 creative commons |