Studio di Confartigianato. Nella nostra regione, dal 2000 al 2006, fondate 6.398 aziende: il 10,6% del totale.
Udine. Il Friuli Venezia Giulia è la seconda regione d’Italia per numero di imprese artigiane fondate e gestite negli ultimi sei anni da extracomunitari. Soltanto la Toscana ne ha di più. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato che ha fotografato il fenomeno sulla base dei dati riferiti al 2006, mettendo in evidenza anche la giovane età degli imprenditori extracomunitari: l’80,2% ha meno di 50 anni.
Il Friuli Venezia Giulia, dunque, con un 10,6% e 6.398 imprese, è al secondo posto in Italia, dopo la Toscana (10,8%) ma prima dell’Emilia Romagna (10,1%) nella particolare classifica delle nuove imprese artigiane capitanate da extra-comunitari. Se in Italia la scelta di fare impresa è stata compiuta da 391.607 extracomunitari che rappresenta una percentuale importante delle nuove imprese avviate in Italia, l’8,1%, particolarmente fertile appare il terreno in Fvg che con una percentuale del 10,6% si posizione, come accennato, al secondo posto in Italia.
«E’ un dato da non sottovalutare - commenta il presidente di Confartigianato Udine Carlo Faleschini - che va attentamente studiato. Da una parte dimostra come in Friuli Venezia Giulia vi siano spazi significativi di crescita delle imprese e quindi di come l’economia dimostri segnali di crescita. Ma dall’altra - aggiunge Faleschini - significa che i friulani intendono sempre meno intraprendere e rischiare in proprio. Un elemento di ulteriore riflessione che ci deve spingere anche a pensare, come associazione di categoria, a dare risposte a questi nuovi amici artigiani e a mettere in rete le nostre e le loro imprese così da trarre tutti un beneficio».
La presenza più diffusa degli imprenditori extracomunitari si riscontra nel settore delle costruzioni, con una incidenza del 6,9% sul totale, del commercio al dettaglio e riparazioni con una incidenza del 5,6%, dei trasporti e comunicazioni con incidenza del 5,5%, della ristorazione con una incidenza del 4,3%. Significativa anche la presenza nel manifatturiero, dell’alimentare (7.386) e lavorazione prodotti in metallo (6.889).
In provincia di Udine i lavoratori extracomunitari o neocomunitari arrivano prevalentemente da Serbia-Montenegro (22,7%), Albania (17,9%), Romania (8,7%), Bosnia-Erzegovina (7,5%) e Macedonia (5,4%); seguono il primo paese africano, la Tunisia col 4%, i rientri dei “friulani d’argentina” (3,9%), la Croazia (3,6%), e il Marocco (3,1%). La Repubblica popolare cinese pesa solo per il 2%. E’ particolarmente varia la provenienza degli artigiani stranieri: provengono infatti da 59 stati diversi, anche se per quasi la metà di questi (24 nazioni) il numero di imprenditori non supera le quattro unità.
In forte crescita anche il numero dei lavoratori extracomunitari in Friuli Venezia Giulia. Gli stranieri sono cresciuti in 10 anni di oltre 47.000 unità passando dai 18.000 del 1995 agli oltre 65.000 del 2005. Si tratta di una crescita trainata in primo luogo dalla dinamica occupazionale. Non a caso la loro presenza si manifesta principalmente nei Comuni in cui sono localizzati i distretti industriali, come quello della sedia e di Manzano e del mobile di Brugnera, e nelle principali aree urbane a seguito del lavoro terziario e di servizi.
(r.d’a.)