MP - Morti nel silenzio
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Morti nel silenzio

Comunicato del Laboratorio Zeta di Palermo

Continua la mattanza degli immigrati che con esili imbarcazioni intraprendono la traversata del Mediterraneo nel tentativo di oltrepassare i confini europei.

Il 23 Maggio un ragazzo, probabilmente di nazionalità eritrea, è morto nel silenzio: una tragedia annunciata e prevedibile che si va ad aggiungere a tutte le altre destinate all’oblio, un giovane immigrato che si somma alla triste lista dei morti senza nome.
Approdato a Lampedusa in condizioni critiche, viene trasferito già in coma all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo. Non ha mai ripreso conoscenza. Attualmente si trova nella camera mortuaria dell’ospedale in attesa di una eventuale identificazione. Era giunto a Lampedusa il 20 Maggio con altri 24 compagni di viaggio, la maggior parte dei quali eritrei.
I superstiti dichiarano di essere partiti dalle coste di Tripoli il 12 Maggio. Due di loro, deceduti durante il viaggio, sono stati buttati in mare.
Un’altra compagna di traversata, anch’essa arrivata in gravi condizioni, è tutt’ora ricoverarta in ospedale. Adesso è fuori pericolo, ma ancora in stato di shock.

Continuano gli sbarchi quotidiani alla frontiera sud d’Europa. Mentre il governo si impegna nella revisione della Bossi-Fini, migliaia di uomini, donne e bambini vengono inghiottiti dal mare.
Nel frattempo il ministro Amato dichiara che “occorre superare le emergenze” predisponendo alleanze e collaborazioni tra stati per “garantire la sicurezza”.
Ma la sicurezza di chi? E di quale urgenza si tratta?
Una cosa è certa: non di quelli che tentano di approdare sulle nostre coste per guadagnare una vita migliore.

Le soluzioni prospettate al fenomeno disumano dei morti in mare, a cui si aggiunge la questione dei superstiti che riescono a raggiungere le coste, continuano a difettare di buon senso. Perseverare nella ricerca di accordi con la Libia, nei programmi di pattugliamento (come Frontex), nel processo di esternalizzazione delle frontiere, al fine di impedire ai migranti l’ingresso nel Mediterraneo, in aggiunta all’impossibilità di un accesso regolare, non può che allungare la catena delle tragedie in mare. Secondo le statistiche ufficiali, il numero degli sbarchi dal 2007 è diminuito mentre il numero dei morti aumenta.
E l’estate non è che al principio.

Laboratorio Sociale Occupato Zeta
Palermo

[ venerdì 25 maggio 2007 ]

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