Presentato oggi in Provincia il progetto della regione Emilia Romagna per monitorare, prevenire e sostenere progetti contro situazioni di svantaggio ai danni di persone straniere
Parma, 4 luglio 2007 - Un centro regionale contro le discriminazioni, attivo entro il 2007, che opererà sulla base della rete delle Province: è questo il disegno della Regione Emilia Romagna illustrato questa mattina nel corso di un incontro istituzionale svoltosi a Parma in Provincia.
La riunione segue di qualche settimana la presentazione del Rapporto “Tra Razzismi quotidiani e discriminazioni istituzionali. La percezione della discriminazione tra gli immigrati nella provincia di Parma” curata dall’assessorato provinciale alle Politiche sociali e sanitarie.
“Siamo una delle prime Province che si sono impegnate per capire il livello di discriminazione nel nostro territorio. Per questa ragione nel 2003 abbiamo creato il Centro di Osservazione provinciale sulle discriminazioni, la prima struttura del genere in Regione – spiega l’assessore provinciale Tiziana Mozzoni – Sappiamo che anche qui esistono discriminazioni sul lavoro, nella ricerca di una casa, nel rapporto con le istituzioni. Il razzismo è una piaga ed il nostro obiettivo è quello di contribuire a conoscerla meglio per combatterla”.
Oltre a Mozzoni all’incontro erano presenti i rappresentanti dei quattro Distretti socio-sanitari fra cui gli assessori Bonati di Langhirano, Stefano Gandolfi di Fidenza e Davide Conti di San Secondo.
E’ toccato al dirigente del Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione della Regione Emilia-Romagna Andrea Stuppini illustrare il progetto del Centro regionale sulle discriminazioni, condividendo con i presenti l’impostazione, le competenze e le fasi temporali previste per la realizzazione delle diverse azioni.
Il Centro Regionale sarà finalizzato a monitorare, prevenire e sostenere progetti contro situazioni di svantaggio ai danni in particolare di persone straniere. Le informazioni e l’attività del centro si baseranno sulla messa in rete di sportelli e punti di riferimento già presenti sul territorio e conosciuti dalla cittadinanza, in grado di rispondere alle diverse richieste e segnalazioni di potenziali discriminazioni subite in tutte le situazioni di comune convivenza.