Bologna, 25 agosto 2007 - Scritte ingiuriose di matrice xenofoba sono comparse nel cuore della zona universitaria, su un muro in via XX ottobre 1944, la stradina che passa fra la facoltà di Lettere e Filosofia e quella di Economia e che collega anche via Zamboni a via delle Belle Arti.
Prima un messaggio di solidarietà ai tifosi finiti in carcere nei mesi scorsi, vergato con vernice spray nera: «Ultras Liberi». Sotto, con un pennarello pure di colore nero, messaggi a contenuto razziale-religioso: «Islamico asassino» (con una sola ‘s’), poi «Droga?»: la frase prosegue con una pesante ingiuria rivolta a Maometto. Poco distante, sempre in nero e con la stessa calligrafia: «Islam = m...» e «Droga?», a seguire un’altra frase poco edificante ancora all’indirizzo del profeta dei musulmani. Messaggi inneggianti all’odio e all’intolleranza, rivolte ai musulmani proprio nei giorni in cui il tribunale del Riesame era chiamato a pronunciarsi sui ricorsi presentati dai presunti naziskin.
Le scritte, come sempre in questi casi, saranno fatte oggetto di accurate indagini da parte della Digos. In questo caso, verranno analizzate le immagini delle molte telecamere sparse per la zona universitaria. Qualcuna potrebbe aver ripreso gli autori dei messaggi.
Peraltro, volantini sempre inneggianti all’odio razziale erano stati rinvenuti due mesi fa, come anticipato dal Carlino, dentro e intorno alla moschea di via Pallavicini. Una ventina in tutto. Su fogli bianchi era scritto in rosso «Mussulmani (con due ‘s’) figli di...» «Tornate a casa vostra. Vi sistemiamo noi». «Abbiamo preferito non creare troppo clamore intorno alla notizia — commenta Daniele Parracino, vice presidente del Centro di cultura islamica — per non gettare benzina sul fuoco. Provocazioni del genere, come le scritte all’università, vanno smorzate. Le persone incivili si sfogano alzando la voce e insultando. Se un solo musulmano reagisce, allora chi ha fatto queste cose ha raggiunto il suo scopo. Arrivano anche insulti pesanti per posta e per e-mail».
Forse un collegamento fra gli episodi intimidatori ci può essere. Soprattutto far le scritte sui muri e i volantini sparsi per la moschea. Probabilmente chi ha scritto, se è effettivamente un italiano, non padroneggia bene la nostra lingua, visti gli errori grammaticali e in particolare la scarsa ‘dimestichezza’ con la lettera ‘s’.