Venerdì 19 ottobre a Gorizia i protagonisti sono stati i richiedenti asilo del Cpa di Gradisca d’Isonzo arrivati in città per rivendicare i loro diritti davanti alla Commissione asilo ed il prefetto.
Quasi un centinaio di migranti, nel Cpa sono centocinquanta i richiedenti asilo, hanno manifestato davanti alla prefettura nella mattinata di venerdì per denunciare l’impossibile convivenza del Cpa con il Cpt nella stessa struttura e per rivendicare tutti quei diritti che come richiedenti asilo spetta a loro.
Infatti sono molte le carenze all’interno del Centro di Prima Accoglienza di Gradisca d’Isonzo, centro nato quest’estate all’interno della struttura del Cpt di via Udine, praticamente una parte dell’edificio da questa estate ha cambiato “destinazione d’uso” ma la convivenza fra Cpt e Cpa si è già dimostrata pericolosa ed irrispettosa dei diritti dei migranti.
Sfruttando la possibilità di uscire dal Centro dalle otto di mattina fino alle otto di sera i richiedenti asilo hanno partecipato per due sabati di fila alle iniziative di socializzazione organizzate dall’Osservatorio sul Cpt in piazza a Gradisca. In queste occasioni i migranti, assieme all’Osservatorio sul Cpt, hanno denunciato gli interventi delle forze dell’ordine all’interno del Cpa, interventi avvenuti per placare tensioni fra migranti ed ente gestore, e le carenze nei servizi a partire dalla mancanza di corsi di lingua italiana. Nonostante diversi richiedenti asilo abbiano denunciato di aver subito pressioni da parte di alcuni agenti di polizia gli incontri fra migranti e gli attivisti dell’Osservatorio sono continuati e dalle assemblee fatte assieme è emersa la necessità per i migranti di rivendicare i diritti che ente gestore, enti locali e Prefettura non danno loro. E’ sempre più evidente lo squilibrio fra i fondi a disposizione della gestione del Cpa ed i servizi e beni materiali che ricevono i richiedenti asilo, ed è sempre più palese il fatto che nessuno all’interno della struttura si occupi di informare i richiedenti asilo dei loro diritti, a dimostrazione di questo nelle assembee era emerso che nessuno li aveva informati neppure della possibilità di avere la tessera sanitaria.
Venerdì dal presidio davanti alla Prefettura i migranti hanno chiesto un incontro con la Commissione asilo per poter motivare al meglio le loro richieste di asilo, hanno rivendicato il loro diritti ad accedere al “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” (SPRAR) ed hanno chiesto pubblicamente che tutti gli enti locali si assumano le loro responsabilità per costruire veri percorsi d’integrazione nell’isontino. Commissione asilo e prefetto hanno incontrato una delegazione di richiedenti asilo, ne è emersa una certa disponibilità da parte della Commissione asilo di discutere più approfonditamente delle situazioni nei paesi di origine dei migranti ed anche se con diverse scuse “burocratiche” il prefetto ha rimandato la richiesta di iscrizione allo Sprar, questa naturalmente non è stata negata e rimane fra le rivendicazioni che i richiedenti asilo continueranno a portare avanti.
Progetto Melting Pot – Redazione Friuli Venezia Giulia