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Sbarchi in calo ma salgono le vittime. Già 500 morti in Sicilia nel 2007

da Repubblica.it del 28 ottobre 2007

I dati del Viminale: gli arrivi scendono da 14 a 12 mila Secondo il rapporto Fortress Europe 1.096 vittime in tutto il Mediterraneo. Dal 1998 sono diecimila i migranti che hanno perso la vita per raggiungere l’Europa

Roma - Sbarchi in calo ma morti in aumento: è questo il drammatico quadro sull’immigrazione clandestina che interessa l’Italia.

Secondo i dati del Viminale, nei primi otto mesi dell’anno sono approdati nel nostro paese 12.419 immigrati irregolari contro i 14.511 dello stesso periodo del 2006, quando già si era rilevata una leggera flessione rispetto all’anno precedente. Si tratta di flussi che segnalano un aumento di sbarchi in Sardegna, anche se contenuti (960 nel 2007), rispetto alla rotta principale che resta quella dalla Libia verso Lampedusa.

Tuttavia, a fronte di questa diminuzione, seppur significativa, gli arrivi via mare continuano a registrare un aumento del numero delle vittime. Il rapporto Fortress Europe, che monitorizza gli arrivi nel Mediterraneo, ha stimato che in Sicilia nel 2007 sono morti già 500 migranti, contro i 302 dell’intero 2006.

Nel complesso, secondo il rapporto Fortress, nell’anno in corso sono stimate 1.096 vittime nei viaggi verso le coste europee; 99 solo nello scorso mese di settembre. Nel dettaglio, 43 vittime alle Canarie; 19 al largo di Mayotte; 11 tra Algeria e Andalusia; 13 nel Canale di Sicilia e 10 in Grecia. Tre bambine cecene assiderate mentre attraversano con la madre la frontiera Ucraina-Polonia a piedi.

Ma agosto è considerato il mese peggiore visto che le vittime accertate nel Mediterraneo sono state 243, 161 solo nello stretto di Sicilia. Una strage favorita - a parere dell’associazione - anche da alcuni cambiamenti in atto nel business dell’immigrazione clandestina: barche più piccole e meno sicure, la mancanza di scafisti per lasciare a viaggiatori inesperti ogni responsabilità, rotte più lunghe.

Dal 1998 si contano 10 mila immigrati morti per raggiungere l’Europa. Un terzo di questi è disperso. Nel canale di Sicilia - sempre secondo il rapporto europeo - tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia sono 2.260 gli immigrati deceduti; di questi, oltre la metà (1.365) quelli di cui non si sono recuperati i corpi. Altri 64 sono morti navigando dall’Africa verso la Sardegna. Nelle tratte che vanno verso la Spagna da Marocco e Algeria, passando dalle Canarie o attraverso lo stretto di Gibilterra, si contano 3.196 immigrati deceduti. Nel mar Egeo, tra la Turchia e la Grecia, sono 696 gli immigrati morti. Ed infine, gli immigrati affogati nel mare Adriatico risultano 553, di cui la metà dispersi.

[ domenica 28 ottobre 2007 ]

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