Le traversate diventano sempre più pericolose.
Anche oggi sono continuati gli sbarchi sulle coste siciliane.
Gli arrivi via mare dei migranti sono caratterizzati dall’apertura di una nuova rotta, che dall’Egitto punta direttamente alle coste siciliane e calabresi.
E’ quanto affermato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), presente nel centro di accoglienza di Lampedusa e in Sicilia nei centri di Trapani, Caltanissetta a Siracusa e nei luoghi degli sbarchi
“Nell’ultimo mese - afferma Peter Schatzer, capo missione dell’OIM di Roma - abbiamo registrato questo grosso cambiamento: ormai vengono utilizzati pescherecci lunghi 25 m che raggiungono le coste italiane con a bordo circa 70-80 persone, ten1ute rinchiuse nelle stive. I trafficanti proprio all’ultimo momento trasferiscono - a volte con la forza - gli spaventati passeggeri sui gommoni e cercano di tornare indietro senza essere intercettati.”
Ed è quello che invece è successo proprio ieri: due “navi madri” sono state bloccate al largo delle coste siciliane subito dopo aver effettuato il trasbordo di persone. In totale sono state intercettate circa 150 persone, fatte sbarcare a Porto Empedocle.
“La novità – contuinua Schatzer - consiste sia nella tipologia di navi usate sia nella rotta, che evita Lampedusa e punta a luoghi in cui i migranti possono più facilmente cercare di fuggire senza essere bloccati dalle autorità italiane. In piu, rispetto a quanto avviene di solito, chi arriva seguendo questa nuova via deve pagare ai trafficanti l’intera somma in anticipo”
Intanto oggi si registra un nuovo sbarco di persone provenienti dalla Libia: circa 250 eritrei sono giunti in Sicilia dopo 3 giorni di viaggio su un peschereccio egiziano. Tra loro molte donne e bambini.
L’OIM esprime preoccupazione per i rischi sempre più grandi affrontati dai migranti e, nella ricerca di soluzioni volte a porre un limite a questa situazione, sottolinea come appaia necessario intervenire nei paesi di origine con programmi d’informazione sui pericoli legati all’immigrazione irregolare e allo stesso tempo promuovere effettive politiche d’ingresso regolare in Italia che prevedano un concreto incontro domanda-offerta di manodopera straniera.