leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Rimini - Progetti finalizzati a favorire l’inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari.

Rimini - Anche in città si sono sviluppati progetti finalizzati a favorire l’inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari.

L’inclusione, da quello che si evince, viene considerata il deterrente più efficace contro l’emarginazione e lo scivolamento in fenomeni di degrado e, talvolta, di conseguente criminalità della popolazione migrante. I progetti, sono indirizzati su cinque aree di intervento, sottoarticolate in diverse tipologie di azioni, ma due sole destinate agli enti locali come soggetti promotori:
1)il sostegno all’accesso all’alloggio
2)la valorizzazione delle seconde generazioni.
"La complessità di stesura del bando e la limitata disponibilità di tempo (45 giorni dalla sua pubblicazione sulla G.U.) hanno permesso al Comune di Rimini di aderire al progetto nazionale di ARCI, di cui partner è la Provincia di Rimini, per quel che riguarda le seconde generazioni e “convinto” a focalizzare l’attenzione sul sostegno all’accesso all’alloggio."
Da ciò il progetto potrebbe in parte rispondere alle esigenze del territorio riminese, una migrazione recente, in termini di crescita, ma anche oramai strutturale, quindi, si tratterà di interventi non emergenziali.

Il progetto si avvale per la sua realizzazione della collaborazione dell’associazione di Volontariato Madonna della Carità, ente giuridico-amministrativo della Caritas Diocesana di Rimini.

"Il progetto si pone l’obiettivo di reperire soluzioni abitative di medio periodo, che a differenza di quelle di prima accoglienza, tese a dare soluzioni all’emergenza, possano favorire l’inclusione sociale anche attraverso un percorso di inserimento nel mercato abitativo.

La soluzione individuata consiste nel reperire sia strutture alberghiere di piccole dimensioni idonee ed opportunamente riconvertite. Questo per mettere così a disposizione dei cittadini migranti single, stanze adeguate per condurre una vita dignitosa nel momento in cui si trovano in difficoltà a sostenere gli elevati costi dell’affitto abitativo avendo contemporaneamente la necessità di consolidare la propria posizione lavorativa al fine di raggiungere una soglia di reddito sufficiente a garantire loro un’indipendenza effettiva dal sostegno sociale. Al costo dell’affitto degli immobili parteciperanno gli assegnatari (individuati attraverso un regolamento da elaborare che stabilirà i requisiti di accesso) con il pagamento di un “canone sociale”, che servirà a coprire anche le spese relative alla conduzione."

Un’attenzione particolare, sarà,riservata alla popolazione migrante femminile, in gran parte impiegata in attività di cura, di assistenza e di sostegno alle famiglie, che necessita di ulteriori azioni in maggior modo legate alla condizione di genere e alla specificità del progetto migratorio.

Attraverso l’azione di mediazione e tutoraggio, che costituisce elemento chiave del progetto e prevede la creazione di un percorso di accompagnamento nella ricerca di un’abitazione da parte dei cittadini migranti, per superare le discriminazioni, ci si propone di favorire l’interazione dei diversi attori del progetto: migranti residenti nelle strutture, proprietari di abitazioni private disponibili a concedere in affitto gli alloggi, datori di lavoro, strutture amministrative e burocratiche, altri abitanti nel medesimo territorio, allo scopo di ridurre i conflitti che possono insorgere a seguito della incompleta integrazione tra le culture migranti e la società locale.

Fonte: Sestopotere

[ venerdì 9 novembre 2007 ]

| presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2007 creative commons |