Parma, 9 novembre 2007 – Torna a Parma partire dal 15 novembre "Human Rights Nights", festival di cinema e arti dedicato ai diritti umani: 5 serate al Cinema Edison d’essai, dal 15 novembre al 13 dicembre con film di autori di diverse parti del mondo per riflettere su "Migrazioni e diversità". La rassegna, inserita nell’ambito del Festival dei diritti umani, è promossa da Provincia di Parma, Fondazione Culturale Solares, Forum Solidarietà, Cineteca di Bologna, Comune di Bologna, Università di Bologna, Center for constitutional studies and democratic development, Johns Hopkins University Bologna.
Human Rights Nights è un festival internazionale nato a Bologna nel 2001. Il primo quinquennio è stato dedicato a sottolineare denunce e testimonianze di abusi e atrocità, che riflettevano una preoccupante violazione dei diritti umani nel mondo. L’edizione 2006 è stata incentrata sul rispetto, quella di quest’anno verte invece su "Migrazioni e diversità": attraverso film, documentari, corti, si cerca di approfondire una tematica – quella appunto delle migrazioni – che forse più di ogni altra caratterizza il panorama sociale del nostro tempo.
A Parma arrivano 9 opere provenienti dall’edizione bolognese del 2007. Al Cinema Edison sono in programma cinque serate tra novembre e dicembre: si va dall’Italia alla Nigeria, dal Brasile al Messico e all’Iraq. Tra i film in programma è senz’altro da segnalare "Iraq in fragments" di James Longley, premiato al Sundance Festival 2006 tra i documentari per il miglior montaggio, la miglior fotografia e la miglior regia, e nominato all’Oscar come miglior documentario.
I film saranno proposti in versione originale con sottotitoli in italiano. L’ingresso è offerto dalla Provincia di Parma.
"Human Rights Nights offre al pubblico di Parma e del Parmense l’opportunità di vedere film che altrimenti sarebbe difficile vedere: opere che spesso non hanno una distribuzione vera e propria, e che rischierebbero di rimanere confinate nell’ombra. Si tratta di lavori estremamente interessanti, che raccontano pezzi di realtà non sempre raccontati", ha spiegato oggi in conferenza stampa, al Cinema Edison, l’assessore provinciale alle Politiche sociali Tiziana Mozzoni. "Presentiamo lavori altrimenti ‘invisibili’, e questo è senz’altro un motivo di vanto. Film che aiutano ad approfondire temi di cui si parla molto ma spesso in maniera superficiale", ha aggiunto il responsabile del Cinema Edison Mario Ponzi. "Sono sguardi diversi sulle migrazioni, declinazioni personali di una tematica di estrema attualità. Opere in molti casi bellissime – ha confermato Giulia Grassilli, direttore artistico di "Human Rights Nights" - che non sarà facile rivedere in Italia".
Ai film della rassegna il Cinema Edison ha deciso di aggiungere due pellicole legate al tema delle migrazioni, entrambe inserite nel Festival dei diritti umani. Si tratta di due prime visioni, con ingresso a pagamento: "I testimoni" di André Techiné, il 25 e 26 novembre, e "Lettere dal Sahara" di Vittorio De Seta, il 9 e 10 dicembre. Gli spettatori di "Human Rights Nights" potranno sfruttare un coupon di sconto per entrare a questi due spettacoli a prezzo ridotto.
Il programma
HUMAN RIGHTS NIGHTS 2007 – Migrazioni e diversità – Cinema e migrazione
Cinema Edison d’essai, Largo 8 marzo, 9/A
15 NOVEMBRE 2007
La voce dei muti (Italia 2007 – 20’) di Malick Ba
Il film è un’opportunità per dare la possibilità agli immigrati – che vivono in Italia, che pagano le tasse, che passano metà del loro tempo nelle fabbriche con gli italiani, di serie B. Non avendo diritto al voto a livello amministrativo, non viene tenuto in considerazione dai governi locali e nazionali.
Attraverso le interviste, il regista cattura le impressioni di rifugiati, attivisti e lavoratori: le ma che non hanno una voce nei giornali o alla televisione – di parlare finalmente della loro esperienza. L’immigrato non è visto come un soggetto politico, ma come un cittadino file davanti alla questura per il permesso di soggiorno, magari in condizioni disagiate a cuasa del maltempo, le lunghe ore di attesa, le serate interminabili per chi non ha una casa dove andare.
3 donne sul 14 (Italia 2006 – 30’) di Inka Slys
Tre storie di donne straniere che abitano a Bologna: l’incontro sull’autobus 14 porta al racconto delle diverse esperienze vissute. Il passato, la realtà odierna ed i loro sogni portano alla luce la sofferenza di chi è stato costretto a lasciare il proprio Paese d’origine.
Lo sguardo altrove (Italia 2002 – 16’) di Mohamed Zineddaine
Il documentario-cortometraggio, girato in un video commissionato dalla Regione Emilia Romagna, racconta la vita degli immigrati all’estero e la loro esperienza di dislocazione. Il film è una ricostruzione del passato vissuto attraverso ricordi, immagini d’archivio, suoni e parole che ritornano indietro nel tempo, quando gli italiani si ammassavano ai porti per imbarcarsi nella speranza di un futuro migliore.
La dura vita degli immigrati è inframmezzata a scene di intrattenimento del loro tempo libero, celebrazioni delle comunità italiane all’estero e il trauma dela separazione familiare nella vita di un migrante.
22 NOVEMBRE
Suffering and Smiling (Nigeria/USA 2006 – 65’) di Dan Ollman
Ottenuta l’indipendenza nel 1960, i problemi dello Stato di Nigeria peggiorano di anno in anno. Una volta che gli inglesi lasciano il Paese, il potere cade nelle mani del gruppo di persone meno adatto. Nel 1956, con la scoperta della più grande riserva natuarle di petrolio dell’Africa, le multinazionali si gettano sulla nazione, distruggendo una base agricola già precaria e senza offrire nulla in cambio alla gente comune. Fela Anikulapo Kuti, cantante e attivista politico, viene ritratto nel documentario come un rappresentante dei diritti: la sua musica sa descrivere in modo spietato l’irreversibile situazione.
I want to be a pilot (Kenia/Mexico/Spagna 2006 – 10’) di Diego Quemada-Diez
Omondi vive nella più grande baraccopoli dell’Africa Orientale. Ogni giorno vede gli aereoplani passare sopra di lui, sogna di diventare un pilota e volare via… lontano.
29 NOVEMBRE
Mimoune (Spagna 2003 – 12’) di Gonzalo Ballester
L’immigrato soffre di sradicamento sociale soprattutto per la separazione dalla famiglia. Questo documento è nato dal desiderio di riunire una famiglia… anche se solo attraverso una telecamera.
Iraq in fragments (Iraq/USA 2006 – 94’) di James Longley
Questo documentario dalla splendida fotografia è stato girato in due anni residenziali del regista in Iraq, una nazione drammaticamente lacerata dalla guerra e politicamente prigioniera di anni di dispotismi e conflitti. Miglior Montaggio, Miglior Fotografia e Miglior Regia tra i documentari presentati al Sundace Festival 2006, il film è stato nominato all’Oscar per Miglior Documentario. Opera in tre parti, offre una serie di ritratti intimi e compassionevoli: un bambino lavoratore di 11 anni presso un padrone despota, i seguaci di Sadr che concorrono alle elezioni regionali, una famiglia di contadini curdi che dà il suo benvenuto agli statunitensi, elargitori di quella libertà fino a quel momento negata. E’ una visione stilizzata ma coraggiosa dell’Iraq, un tentativo di coglierne la realtà attraverso gli occhi del suo stesso popolo.
6 DICEMBRE
Lion of the desert (Libia/USA 1998 - 156’) di Moustapha Akkad
Nel 1979 Gheddafi affida al regista siro-americano Moustapha Akkad l’incarico di girare un colossal sulla resistenza libica contro gli italiani in Cirenaica. Il film sarà quindi presentato a Cannes con discreto successo, ma mai presentato ufficialmente in Italia. Ancora negli anni ’80 l’Italia non sopporta di veder raccontata una storia coloniale intrisa di orrrori e tragedie, di così tante colpe e di comportamenti spregevoli. Rodolfo Graziani, generale inviato da Mussolini nel 1930, non esitò a mettere a ferro e fuoco l’intera zona della Cirenaica, sequestrando centri spirituali, sbarrando la frontiera con l’Egitto, annientando mandrie e bruciando raccolti. Centomila libici vennero deportati in campi di concentramento nel deserto della Sirte: punito con la morte ogni tenTativo di fuga, in 40 mila perderanno la vita per epidemie, fame, violenze.
13 DICEMBRE
Favela rising (Brasile/USA 2005 - 80’) di Jeff Zimbalist e Matt Mochary
Il film parla di un uomo e di un movimento, di un città divisa e di una favela unita. Ricercato dalla famiglia e dagli amici, Sais, un ex narcotrafficante, diventa un rivoluzionario nel quartiere più malfamato di Rio de Janeiro. Attraverso la danza afro, l’hip hop e i ritmi di strada, saprà riorganizzare la sua comunità al contrattacco contro la violenta oppressione attuata dai giovani eserciti della droga e della polizia corrotta. All’alba della liberazione, proprio quando il movimento collettivo sta avendo la meglio, un tragico incidente minaccia di bloccarlo per sempre.
Inizio proiezioni ore 21,15
Ingresso offerto dalla Provincia di Parma