Nuove norme sono state diramate in questi giorni dalla Regione Veneto riguardo i phone center. Questi provvedimenti già proposti tempo fa e che solo in questi giorni sono stati votati in Regione, avevano già permesso a comuni come
Padova e
Vicenza di diramare ordinanze in merito.
Le nuove norme introducono maggior "rigore" in merito ad orari e requisiti urbanistici (soprattutto le norme urbanistiche e igieniche sono di difficile realizzazione, richiedendo spesso una completa ristrutturazione dei locali e un totale aggiornamento degli impianti). Ma anche il rilascio delle licenze sarà più difficile e, in particolare, se i comuni non stabiliranno gli ambiti territoriali, non sarà possibile aprire nuovi phone center per i prossimi due anni, cioè fino al gennaio 2010.
Infine sarà possibile imporre chiusure per ragioni di ordine pubblico: questo mette in evidenza come dietro le nuove norme si nascondano in realtà altri fini, molto diversi dalla regolamentazione dell’attività commerciale. I phone-center, in quanto attività prettamente in mano a migranti sono considerati un problema, anche di ordine pubblico. Sembra infatti non si possa accettare il fatto che persone che, grazie alle norme sull’immigrazione vigenti, devono poter essere sfruttate, escano da questa situazione, aprendo proprie attività.