Quest’anno le assunzioni di immigrati disponibili in base al decreto sono 170 mila
Roma - In poche ore (dalle 8 alle 11) ne sono arrivate quasi 162 mila, per poi superare rapidamente quota 200 mila. Il più veloce è riuscito invece a farla registrare sul sito del Viminale dopo appena un secondo e 134 millesimi dall’apertura dei termini, ovvero le 8 di questa mattina. E’ stato un vero e proprio assalto quello dei lavoratori immigrati per presentare le domande di assunzione per lavori non stagionali fissate in base al decreto sui flussi.
Gli ingressi stabiliti per quest’anno sono un massimo di 170 mila, con quote riservate per i paesi che hanno sottoscritto accordi bilaterali con l’Italia e una ripartizione su base regionale. Nella giornata di oggi saranno accolte esclusivamente le domande di assunzione degli immigrati provenienti da Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia, per qualsiasi tipo di occupazione (comprese le badanti).
Il sistema informatico del Viminale in queste ore si trova a dover gestire picchi fono a 9.600 connessioni al minuto. Normale quindi che l’attesa possa protrarsi, ma il Viminale invita a non preoccuparsi: il sistema è stato tarato per reggere un flusso consistente di domande. Per chi vuole inoltrare la domanda, il ministero consiglia inoltre di rimanere connessi a internet fino alla conferma definitiva della ricezione della domanda da parte del sistema e attendere la risposta di conferma di ricezione della domanda, anche se dovesse superare i sessanta minuti, come pare si stia regolarmende verificando.
"La nostra struttura informatica e i nostri servizi online al momento non rilevano alcuna sofferenza, e stanno lavorando al di sotto della loro potenzialità", ha rassicurato il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento Immigrazione del Viminale. "Gli utenti in queste ore alle prese con l’invio delle domande in attesa dell’ok dal sistema - ha ricordato ancora Morcone - pensino che questo tempo, solo l’anno scorso, avrebbero dovuto passarlo in fila all’ufficio postale, in condizioni molto meno agevoli che non a casa propria".