MP - A Roma un incontro su criminalizzazione dei migranti e politiche della sicurezza
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A Roma un incontro su criminalizzazione dei migranti e politiche della sicurezza

ROMA - Si è svolto oggi a Roma, nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università Roma Tre, un incontro di studio in occasione della pubblicazione del primo numero della rivista "Studi sulla questione criminale – Nuova serie di Dei delitti e delle pene", edita da Carocci.
La rivista affronta studi sociologici, politici, culturali ed economici sui temi della penalità, della criminalità, della sicurezza e del controllo sociale, connettendoli ai processi di trasformazione sociale e culturale più generali. Saranno pubblicate ricerche e studi di carattere storico, giuridico e sociologico su tutti gli aspetti che contribuiscono a costruire la questione criminale, inquadrata in una dimensione che è allo stesso tempo globale e locale, di sicurezza interna ed esterna.
Il primo fascicolo presentato oggi, "La criminalizzazione dei migranti", affronta la questione criminale analizzando il fenomeno migratorio in Europa in una dimensione sociale, giuridica e culturale. Coordinati da Maria Vittoria Tessitore, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre, hanno partecipato all’incontro Dario Melossi e Tamar Pitch, componenti del comitato di redazione della rivista e docenti rispettivamente nelle Università di Bologna e Perugia, i quali hanno illustrato le ragioni della rivista, sottolineando che gli studi sulla questione criminale saranno analizzati in un’ottica non meramente amministrativa e repressiva; Alvise Sbraccia, dell’Università di Padova, che ha riportato i dati di una ricerca svolta, lavorando con immigrati detenuti, per ricostruire i processi di criminalizzazione degli immigrati; e Angelo Caputo, magistrato, che ha evidenziato come le norme attualmente in vigore siano finalizzate all’allontanamento dello straniero.
"La regolarizzazione - ha dichiarato Caputo - non avviene, nella gran parte dei casi, per volontà del datore di lavoro; l’immigrato è penalizzato prima perché costretto a lavorare in nero, senza alcuna tutela o garanzia, poi perché, in quanto irregolare, diventa autore di un reato e iscritto nella categoria dei "criminali". Appare, infatti, ineluttabile al momento il percorso: migrante – migrante irregolare – autore di un reato".
fonte: aise agenzia internazionale

[ mercoledì 19 dicembre 2007 ]

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