Il Procuratore Generale, dott. Toscano, questa mattina presso la Corte d’Assise d’Appello, ha ricostruito la dolorosa storia del tragico viaggio che portò alla morte di circa 300 giovani, naufragati nelle acqua del Canale di Sicilia ed ancora oggi in fondo al mare, a 19 miglia da Portopalo, perché mai recuperati.
Si avvia quindi a conclusione il processo contro il comandante, Youssef El Hallal, capitano della nave Yohan che urtò per due volte il battello F174, dove aveva fatto scendere i giovani sfortunati e poi l’aveva lasciato affondare.
L’imputato El Hallal era esperto di navigazione, conosceva la proibitive condizioni climatiche di quella notte, l’unico suo interesse a tornare in soccorso della F174 era quello di salvare il conducente greco Zebourdakis, che era un’esponente dell’organizzazione internazionale di trafficanti di esseri umani e quindi per evitare di essere sorpreso dalla capitaneria italiana, fuggiva incurante della sorte dei naufraghi, pur consapevole dell’inevitabile loro destino di morte.
I testimoni ascoltati durante il processo, i superstiti del naufragio, gli agenti della polizia greca e della polizia italiana hanno confermato le accuse rivolte ad El Hallal ed il Procuratore Generale ha chiesto per il reato di omicidio plurimo volontario la condanna all’ergastolo.
La prossima udienza si terra nell’aula della seconda Corte d’Appello mercoledì 9 aprile.
Catania 12/03/2008
Rete Antirazzista Catanese, Senza Confine