La domenica il parcheggio del Foro Boario si colora di un mercato con prodotti provenienti dall’Ucraina. I furgoncini riempiono parte del parcheggio che la domenica, senza di loro, sarebbe vuoto. Le donne, libere dal lavoro, lo frequentano per ricevere ed inviare beni al paese di origine. Le voci si mescolano e la domenica al parcheggio del Foro Boario ha inizio.
Il Foro Boario è una zona della città di Reggio Emilia nella quale è situato un parcheggio scambiatore con 380 posti auto, dove lasciare l’automobile e prendere l’autobus per andare nel centro della città. Durante la settimana il parcheggio è frequentato dai pendolari e da chi viene da fuori e desidera fare una passeggiata in centro città.
La domenica invece il parcheggio non è utilizzato da automobili, molto probabilmente i pendolari e i passeggiatori del centro storico preferiscono, sempre che lo facciano, raggiungere il cuore della città in altro modo.
Storicamente la zona del Foro Boario era quella del mercato del bestiame. Molti abitanti della città ricorderanno sicuramente quando accompagnavano a questo mercato i loro figli per cercare un cagnolino, un uccellino ed altro ancora, e questi figli, che sono ormai adulti, avranno un ricordo della zona. L’area è poi stata adibita al solo scambio e cambio oltre che a parcheggio ed area attrezzata gratuita per sosta camper. Un parcheggio molto grande che non è mai al completo nè durante la settimana dove automobili e qualche camper che fanno sosta convivono, nè la domenica con i furgoncini del mercatino ucraino. Nemmeno quando vi è una sorta di "raduno" di camper il parcheggio si riempie.
Una zona che si trova a 700 metri dal centro storico che fin dalla sua nascita è stata sede di mercato.
Sarebbe sicuramente azzardato dire che è per questo motivo che i furgoncini ucraini hanno deciso di abitare il parcheggio la domenica. Molto più probabilmente è perchè
questa zona si trova appena fuori dal centro ma
facilmente raggiungibile da chi è frequentatore del mercato, o meglio dire frequentatrici di mercato perchè nella maggiorparte sono
donne di origine ucraina che arrivano da tutta la provincia con vari autobus la cui stazione è molto vicina alla zona.
Queste donne di origine ucraina sono in prevalenza le donne che vivono e lavorano nelle famiglie reggiane come "badanti", quelle che sopperiscono alla crisi del welfare pubblico prendendosi cura degli anziani.
...A loro abbiamo affidato le cose più preziose, la memoria, i nostri vecchi e il futuro, i nostri bambini. Al nord e al sud, dentro le case dei ricchi e quelle dei poveri; dentro la nostra storia... (Tratto dalla seconda puntata della
trasmissione Rotocalco Televisivo di Enzo Biagi- Benvenute al Caffè Babele, servizio a cura di Annarosa Macrì)
Amano trascorrere la loro domenica -in molti casi l’unico giorno la settimana di riposo dal lavoro- insieme a connazionali per chiacchierare, avere notizie del proprio paese e condividere le nostalgie.
...Solo nel giorno di riposo dal lavoro incontro le mie connazionali, le donne dell’est, perchè siccome viviamo le stesse nostalgie è un pò più facile capirci... (Tratto dal testo teatrale -
Grido Silenzioso. Non sono un’eroina)
Nella maggioranza dei casi, vivendo nelle famiglie in cui lavorano,
non hanno un luogo comune in cui potersi incontrare. Si trovano in questo mercato in cui si sbrigano le varie faccende e poi fra un pacco e l’altro si trascorre la domenica al
Caffè Babele, un punto di incontro voluto dalle stesse donne ucraine che hanno espresso l’
esigenza di un posto accogliente in cui trascorrere il tempo libero in compagnia. Il Laboratorio aq16, che si affaccia nel parcheggio del Foro Boario, ha quindi aperto le porte la domenica per i migranti che desiderano un posto dove stare. Sono ormai più di tre anni che il progetto esiste ed è ora gestito dalle stesse donne in collaborazione con i volontari del Progetto Melting Pot .
Da qualche settimana abbiamo assistito alla polemica uscita sul quotidiano locale L’Informazione in cui si legge l’
accusa verso il mercato del Foro Boario di essere abusivo, per via della vendita, e di lasciare sporca la zona. All’inizio questa polemica sembrava uscita per bocca del vicinato ma abbiamo poi assistito alle dichiarazioni di Maria Caroli -capogruppo della Lega Nord della Circoscrizione in cui si trova il parcheggio del Foro Boario- che si è fatta portavoce di tali istanze.
Tale quotidiano riportava anche che l’
idea del Comune poteva essere quella di
spostare il mercatino nella zona fiera.
La domenica di Pasqua i furgoncini hanno trovato appeso ai pali della luce un cartello, tradotto in lingua che diceva che nella zona è proibita la vendita.
Per quanto riguarda la questione sporcizia, la guardia ecologica provinciale leggendo il
comunicato di risposta uscito sul quotidiano locale, si è rivolto agli operatori del progetto Caffè Babele. Ha sostenuto che la persona che pulisce il parcheggio esiste realmente e che l’unico problema riguarda la raccolta differenziata. Si è concordato di informare insieme con anche le mediatrici culturali di Caffè Babele i proprietari dei furgoncini ed anche la persona che fa la pulizia a fine giornata. Questo nuovo dialogo ha portato gli stessi furgoncini ad attrezzarsi per la raccolta differenziata.
Ma domenica scorsa è arrivata la sorpresa: una mediatrice culturale del comune informava i prorietari dei furgoncini tramite lettera che
da maggio in questa zona non sarà più consentito lo scambio e cambio e che quindi dovranno lasciare il parcheggio del Foro Boario e trasferirsi nella zona fiera.
Anche questa volta, constatiamo che le decisioni vengono prese dall’alto, senza dialogo, soprattutto con i diretti interessati. Inizia la pulizia prima della campagna elettorale. E come da buona prassi reggiana lo si prova a fare in silenzio.
Ma chi non sta zitto sono questa volta le donne di Caffè Babele che hanno già raccolto 146 firme inviate al Comune perchè il mercato non venga spostato.
"Per noi
sarebbe difficile raggiungere questa zona fiera, siamo a piedi, abbiamo con noi i pacchi da spedire. Poi questo posto ci piace e abbiamo vicino il Caffè Babele", dice Natasha di origine ucraina.
"Ma perchè vogliono spostare il mercato, come è possibile che da un giorno all’altro questa zona non possa più essere utilizzata per lo scambio. Allora il vero problema non era l’abusivismo della vendita, e neanche la sporcizia visto che siamo riuscite a metterci d’accordo.
Qui sembra che il problema siamo noi. Non ci vogliono vedere. Dobbiamo andare fuori dalla città e non disturbare nessuno nemmeno con la nostra presenza. Finchè stiamo dentro alle case andiamo bene, ma se usciamo iniziano i guai", continua Marina un’altra donna di origine ucraina.
"Appena siamo venute a sapere di questa polemica abbiamo iniziato a raccogliere
le nostre firme perchè non si sposti il mercato. Per noi è un punto di incontro molto importante. La zona fiera oltre ad essere lontana non è sempre libera e già hanno detto che quando ci saranno le fiere non si potrà fare il mercatino, e a noi chi ce lo dirà? A noi non ci ha chiesto niente nessuno.
Il nostro parere non interessa, ma oltre ad essere delle lavoratrici siamo anche delle donne e io credo che ci si dovrebbe interessare alla nostra opinione a come noi preferiamo trascorrere il nostro tempo. Ci tolgono un luogo di scambio e cambio senza chiederci nulla.
Tutto già deciso, la mediatrice culturale del comune ci ha detto che la situazione è arrivata al limite e così hanno deciso, ma a che limite, perchè se parlando abbiamo visto che si può anche risolvere la questione dell’immondizia? Io credo che il problema vero non sia questo, non sia un limite, penso che non gli piacciamo molto e che preferiscono che frequentiamo posti dove ci vedrà meno gente", afferma Alina anche lei una delle donne di Caffè Babele.
Riportiamo di seguito alcune descrizioni del mercato ucraino del Foro Boario date da due giornaliste nazionali che si sono interessate al progetto Caffè Babele ed al mercato trascorrendo una domenica nella zona del Foro Boario:
...Ma il mercato è soprattutto il punto di concentramento degli scambi tra gli emigranti e i paesi d’origine. Quasi tutti i pulmini espongono striscioni in cui vengono indicate le fermate che verranno effettuate nel viaggio verso est: alcuni sono molto elaborati, con tanto vedute di cittadine turistiche moldave o ucraine. I pulmini infatti oltre a vendere merce sono soprattutto corriere: gli stranieri che vivono in Italia arrivano nel parcheggio carichi di pacchi, borse, scatoloni. Su ognuno si mette un numero: corrisponde alla famiglia che all’arrivo ritirerà il pacco... (
tratto dal Manifesto del 24 marzo 2007- articolo di Cinzia Gubbini)
...La zona del Foro Boario diventa una delle tante piccole Kiev che la domenica popolano le nostre città, il mercatino della nostalgia...cinquanta furgoncini carichi di povere cose percorrono di sogni e di giornali,l di dolci e di sospiri i 2500 chilometri che separano e uniscono l’Italia dalla piccola Russia...(Tratto dalla seconda puntata della
trasmissione Rotocalco Televisivo di Enzo Biagi- Benvenute al Caffè Babele- servizio a cura di Annarosa Macrì)
Redazione Melting Pot Reggio Emilia