Parma - L’emergenza casa continua
Comunicato stampa della rete Dormire fuori del 12 aprile 2008
Segnaliamo la situazione di grave emergenza abitativa che riguarda numerosi rifugiati politici e titolari di protezione umanitaria, presenti sul territorio della città dì Parma; tale situazione si sta ulteriormente
aggravando in previsione dell’imminente chiusura del dormitorio Padre Lino.
Nelle ultime settimane, molte persone hanno segnalato di dormire all’addiaccio, o la loro imminente, o già avvenuta espulsione dal dormitorio.
Sono attualmente 22 le persone che si trovano in tale situazione: 7 rifugiati politici riconosciuti, 15 titolari di protezione umanitaria; provengono da Eritrea, Etiopia, Sudan, Costa d’Avorio. Si tratta di persone costrette a fuggire da paesi nei quali sono in atto gravi conflitti e che hanno raggiunto da pochi mesi il nostro paese: ottenuta protezione giuridica dallo Stato Italiano, intendono ora avviare percorsi di inserimento sociale (scuola, formazione, lavoro).
In data 5.10.2008, n. 11 ospiti del dormitorio si sono rivolti all’Ufficio Stranieri del Comune di Parma
richiedendo una soluzione in termini di accoglienza; la risposta ottenuta non è stata soddisfacente, poiché prevedeva la disponibilità di un solo posto a pagamento nella struttura di Borgo del Naviglio.
In considerazione degli obblighi di tutela ed assistenza previsti dalle normative nazionali ed internazionali in favore di queste persone, tale situazione è stata portata a conoscenza del Sindaco e del Prefetto di Parma.
Intendiamo pertanto richiamare l’attenzione della città sull’emergenza in atto, chiediamo una revisione della decisione di chiudere il dormitorio Padre Lino e la definizione di un programma di accoglienza continuativo che possa rispondere alla complessità dei bisogni di queste persone.
Le persone rifugiate ospiti dei dormitori comunali hanno avviato un percorso di inserimento sociale
frequentando corsi di formazione e tirocini formativi. La dimissione dai dormitori comunali non avviene al compimento del percorso di inserimento sociale e al raggiungimento dell’autonomia lavorativa, ma al termine di una scadenza fissa, dai due ai tre mesi di accoglienza, senza tener conto delle storie e dei percorsi individuali.
Il decreto legislativo sull’asilo, entrato in vigore il 19 gennaio 2008, equipara i rifugiati ai cittadini italiani nella titolarità dei diritti sociali. Le Istituzioni pertanto devono adeguarsi alle novità legislative riprogettando con ampio respiro i servizi rivolti alle persone rifugiate, al fine di adeguarsi agli standard europei.
[ sabato 12 aprile 2008 ]
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