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Reggio Emilia - Verso il 1 maggio migrante

Lavoro nero, precarietà estrema, morti sul lavoro: Basta!

"Non vogliamo più essere clandestini" è il grido che l’associazione Città Migrante lancia per il corteo del 1 maggio a Reggio Emilia.

Il tema del lavoro e della condizione di clandestinità sono al centro della manifestazione che il 1 maggio alle ore 14.00 partirà dalla stazione di Reggio Emilia.
Un corteo auto-organizzato che mette in dicussione le politiche in tema di immigrazione sia nazionali che locali partendo dalle conseguenze che tali norme hanno sulla vita dei migranti.
Volevate braccia sono arrivati donne e uomini hanno detto più volte i migranti durante il presidio che si è svolto sabato pomeriggio davanti alla prefettura di Reggio Emilia. Un sit-in verso il 1 maggio per l’accettazione di tutte le domande inviate con il decreto flussi 2007 ma anche per l’annullamento delle espulsioni.
L’espulsione è un marchio che hai impresso sulla pelle, con un’espulsione non puoi nemmeno tentare di rientrare nelle quote di un decreto flussi, con l’espulsione sarai per sempre costretto ad accettare un lavoro ad una qualsiasi condizione, devi stare zitto e non puoi far valere i tuoi diritti - racconta Mohamed.
La manodopera a basso costo o, adirittura a costo zero, vuole uscire dall’invisibilità ed essere protagonista della propria vita.
Non si può far finta di non vederci, vogliamo essere ascoltati. Per questo abbiamo anche scritto una lettera al sindaco che ha il dovere di guardare questa parte di città. Vogliamo un incontro con il sindaco,il questore ed il prefetto perchè siamo noi i primi a non volerla la clandestinità - dice Victor.
Ormai sono molte le storie di sfruttamento di migranti nel mondo del lavoro, di diversi livelli e in differenti ambiti.
A Reggio Emilia il fenomeno è particolarmente diffuso nel settore dell’edilizia dove il lavoro nero coinvolge moltissimi migranti a cui non rimane nessun’altra possibilità di scelta.
Come recita l’appello del 1 maggio -...Ci vogliono invisibili eppure siamo donne e uomini che vivono a Reggio Emilia, che si sono auto-organizzati per lottare quotidianamente per il riconoscimento dei diritti che ci vengono negati. Siamo stanchi di lavorare senza dignità, siamo stanchi di essere considerati numeri nelle ipocrite contabilità dei decreti flussi, di essere bersaglio dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro che ci colpiscono con espulsioni e addirittura arresti...- i migranti stessi si mettono in marcia.

Ascolta l’intervento di Olesea - Città Migrante

Ascolta l’intervento di Abdul - Città Migrante

Ascolta la testimonianza di Sayd - Migrante di origine egiziana

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[ lunedì 28 aprile 2008 ]

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