Il 22 maggio il quotidiano Corriere del Trentino, allegato del Corriere della Sera nazionale, ha titolato a piena pagina "Prostitute, il boss è di Rovereto" , aggiungendo questo sottotitolo:
"Rapina in piazza Dante, presi due trentini."
Poco più giù, nella stessa pagina, ha trovato spazio un breve corsivo dal dal titolo: "Una provocazione" in cui veniva spiegato il perchè della scelta di porre in così grande risalto queste due notizie,
andando volontariamente a sottolineare la provenienza delle persone
coinvolte nei fatti, tutte trentine.
Il corsivo appare senza firma,
segnalando una scelta che ha coinvolto l’intera redazione, e pone l’accento sulla necessità - in un momento in cui il dibattito politico e
l’attenzione mediatica strumentalizzano e distorcono spesso la realtà - di pensare un nuovo modo di affrontare le problematiche sociali che
attraversano i quartieri, le città, la vita di ogni persona. Spostando lo sguardo "dalle categorie alle persone, ai fatti".
La provocazione - si capisce scambiando alcune battute con alcuni
componenti della redazione - è rivolta a chi - partiti e movimenti
politici, organi d’informazione - ogni giorno "cavalca l’irrazionalità", alimentando un crescente senso di insicurezza.
Un semplice ma incisivo richiamo alla realtà, alla correttezza
dell’informazione e del dibattito politico.
Questo il corsivo della redazione:
"Il titolo con cui abbiamo deciso di aprire oggi il giornale è una
forzatura voluta. Chiediamo scusa ai lettori per questa provocazione (non
certa rivolta a loro) che tradisce lo stile di rigore e sobrietà cui si
ispira il Corriere del Trentino.
Il dibattito politico è attualmente
caratterizzato da strumentalizzazioni e distorsioni della realtà, come ha
ben documentato ieri l’editoriale di Gianfranco Cerea. Ci si sofferma più
sulle categorie (gli stranieri, gli extracomunitari, i rom, le badanti, i
musulmani e così via) che non sulle persone e sui fatti (la criminalità,
micro o macro che sia, va contrastata a prescindere dalla nazionalità
degli autori).
A chi cavalca l’irrazionalità, dunque, per un giorno
mostriamo l’effetto che fa invertendo le parti: abbiamo perciò enfatizzato
due fatti di cronaca nera (che altrimenti nella nostra prima pagina
avrebbero avuto minor risalto) calcando la mano sulla «trentinità» dei
presunti responsabili. E se qualcuno vuole tentare di vincere la paura nei
confronti del diverso, ci permettiamo un consiglio: leggendo il titolo,
provi a immaginare di essere un trentino onesto emigrato in un Paese
straniero per guadagnare poche centinaia di euro con lavori che gli
autoctoni non vogliono fare."