I continui naufragi nel Canale di Sicilia, l’ultimo dei quali secondo le autorità libiche avrebbe causato 40 morti e un centinaio di dispersi, non fermano l’ondata di sbarchi verso le coste italiane. E tutto questo nonostante il peggioramento delle condizioni meteo, con un forte vento di scirocco e mare Forza 4 in aumento, che rischia di causare nuove tragedie. A largo di Lampedusa nelle ultime ore sono stati soccorsi altri due barconi: il primo, con 72 clandestini, tra cui sette donne e tre bambini, è stato intercettato ieri notte da una motovedetta della Guardia Costiera a cinque miglia dalla costa. La seconda "carretta" con 52 immigrati, tra cui cinque donne, é stata invece raggiunta nel pomeriggio dalla nave Fenice della Marina Militare, mentre "arrancava" sulle onde rischiando di capovolgersi.
Gli immigrati sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza e soccorso dell’isola che in queste ore ha superato le 800 presenze, cinquanta in più della capienza massima prevista dalla struttura che è nuovamente al collasso. I primi 150 extracomunitari sono già stati trasferito nella giornata di oggi con due voli civili verso il Cpt di Brindisi. Il ponte aereo dovrebbe riprendere domani, anche perché le cattive condizioni del mare rischiano di bloccare a Porto Empedocle il traghetto che collega le Pelagie con la Sicilia. E’ emergenza anche a Malta, dove ieri si sono registrati cinque sbarchi consecutivi, per un numero complessivo di quasi duecento immigrati. Alcuni di loro, rimasti aggrappati per ore alle gabbie per l’allevamento dei tonni, sono stati ricoverati nell’ospedale Mater Dei dell’isola. E proprio tra le coste libiche e Malta sarebbe colato a picco dieci giorni fa il barcone con 150 immigrati, secondo quanto comunicato dalle autorità di Tripoli a quelle egiziane.
I cadaveri di alcune vittime del naufragio sarebbero tra quelli recuperati nei giorni scorsi dalla nave Sirio della Marina Militare italiane e dalle motovedette maltesi. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati ha intanto reso noto che una delle quattro barche partite in quei giorni dal porto libico di Al Zuwarah e che risultava ufficialmente "dispersa" sarebbe invece riuscita ad approdare a Malta, mentre altre due erano state soccorse dalle motovedette italiane al largo di Portopalo di Capo Passero.