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Padova - Il caporalato nella grande finanza
Migranti irregolari impiegati in nero e sfruttati da un grande istituto bancario
Se per molti migranti il viaggio verso l’Europa si trasforma purtroppo in tragedia, come è accaduto in questi giorni al Porto di Venezia, spesso anche per chi ce la fa, la vita in Italia risulta dura ed ingiusta.
E’ quello che è accaduto a 15 lavoratori senegalesi presenti nel territorio padovano, che hanno lavorato presso un importante istituto di credito cittadino, in maniera assolutamente irregolare
Come ha dichiarato Luca Trivellato dell’Associazione Difesa dei Lavoratori (ADL), in una conferenza stampa : “una situazione che è estremamente grave per il fatto in sé, ma che è ancora più grave se vista sotto la logica delle nuove misure relative all’immigrazione clandestina. Misure che abbiamo già più volte denunciato all’interno anche del nostro Sindacato, perché permettono al datore di lavoro di utilizzare e di ricattare lavoratori irregolari assoldati attraverso metodi di caporalato vecchio stile perché ovviamente, nel caso in cui pensassero solo di denunciare l’accaduto, questi verrebbero anche allontanati dal nostro territorio cittadino”.
Ciò che suscita più scalpore è proprio il fatto che ad essere protagonista della vicenda sia proprio un importante istituto di credito bancario, oltre ad una serie di soggetti che sono coinvolti in una filiera di appalti e subappalti “che si conclude con l’utilizzo di manodopera clandestina pagata pochi euro al giorno, tra l’altro senza usufruire del giorno di riposo settimanale e facendo sistematicamente straordinari” dice ancora Luca Trivellato.
I migranti che sono stati impiegati per circa un mese e mezzo sono tutti molto giovani, arrivati dal Senegal in cerca di un lavoro; molti di essi sono laureati e parlano perfettamente l’italiano, ma questo non è bastato ad evitare questo sfruttamento da parte della banca in questione.
Ancora una volta un esempio che, come afferma Luca Trivellato “è indice della situazione lavorativa alla quale sono costretti i lavoratori migranti senza il permesso di soggiorno. Non solo nell’agricoltura del Sud si utilizza il caporalato, ma anche nel settore finanziario si arriva al punto di utilizzare i caporali per risparmiare sulla manodopera”.
[ venerdì 27 giugno 2008 ]
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