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Direttiva rimpatri: un documento di immigrati in Francia

La “direttiva rimpatri” approvata due settimane fa dal parlamento europeo continua a provocare reazioni: in un documento di un gruppo di cinque associazioni di immigrati algerini, tunisini e marocchini in Francia si afferma che la nuova direttiva “rinnega gli stessi fondamenti dell’Europa del dopoguerra” basati sull’umanismo, la pace, la solidarietà, la generosità, la dignità, e istituzionalizza trattamenti degradanti e disumani, dando luogo a una “gravissima deriva” sul piano della sicurezza. “Mentre quasi tutti i governi dell’America latina, a cominciare da Bolivia, Venezuela ed Ecuador, insorgono all’unisono contro la direttiva della vergogna votata dal Parlamento europeo il 18 giugno 2008 – si sottolinea inoltre nel comunicato - esprimendo il loro sostegno ai concittadini che vivono in Europa e la loro preoccupazione per i diritti umani, siamo sconvolti dal silenzio assordante dei dirigenti dei paesi dell’Africa e del Maghreb. Né l’Algeria, né la Tunisia, né il Marocco hanno espresso la minima critica nei confronti della direttiva rimpatrio” diventando docili strumenti della politica europea di ‘esternalizzazione’ dell’immigrazione e dell’asilo”. Nella nota le associazioni denunciano in particolare la criminalizzazione dei ‘sans-papiers’, l’attentato al diritto dei minorenni, la doppia pena tra allontanamento forzato e divieto di rientro nel paese per cinque anni. [CC]
Fonte: MISNA

[ venerdì 4 luglio 2008 ]

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