Lo scorso febbraio
Melting Pot ha scritto al Ministero dell’Interno per chiedere un intervento urgente contro i provvedimenti di diniego di alcune questure, tra cui quella di Bologna, alle richieste di permesso lungo soggiornanti CE da parte di lavoratori a tempo determinato; nell’aprile scorso il
TAR dell’Emilia Romagna ha accolto un ricorso presentato contro la Questura di Bologna che aveva respinto la richiesta di permesso lungo soggiornanti CE in mancanza del contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Oggi apprendiamo che finalmente la questura di Bologna si è allineata alla normativa vigente ed ha cessato di rifiutare le istanze di carta di soggiorno a coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato.
Il Progetto Melting Pot Europa ha deciso di intervenire sui numerosi provvedimenti di rigetto dopo diverse segnalazioni da parte di sportelli ed associazioni del territorio che hanno denunciato alla nostra redazione il comportamento dell’Ufficio Stranieri della Questura di Bologna.
Nonostante le guide e le schede pratiche diffuse dal Ministero dell’Interno e nonostante lo stesso Dipartimento delle Libertà Civili del Ministero dell’Interno rispondesse ai quesiti telematici confermando che il requisito del lavoro a tempo determinato non è previsto, l’Ufficio Stranieri della questura di Bologna si ostinava mese dopo mese a rigettare le istanze.
Solo recentemente ci è stato segnalato dal Centro Antidiscriminazioni del Comune di Ravenna e dalla Cgil di Imola che la questura di Bologna, interpellata tramite quesito scritto, “valuta la sussistenza di attivita’ lavorativa, anche se il contratto non è a tempo indeterminato”.
Sembrerebbe quindi che la questura bolognese si sia finalmente rassegnata all’appropriata interpretazione della normativa, attenendosi al contenuto dell’art. 9 del D.lgs 289/1998 così come modificato dal D.lgs n. 3/2007 di attuazione della Direttiva 2003/109/CE.
Il Decreto Legislativo, con cui si introduce anche in Italia la carta di soggiorno europea denominata Permesso lungo soggiornanti CE è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2007: solo dopo 19 mesi la questura di Bologna ha applicato correttamente la norma.
Viene da chiedersi a questo punto quali possano essere gli strumenti di garanzia per quei cittadini stranieri che in tutti questi mesi non hanno presentato l’istanza perché sapevano del comportamento dell’Ufficio Stranieri, o tutti coloro che hanno presentato la domanda, hanno ricevuto un diniego e non hanno potuto rivolgersi ad un legale per opporre ricorso.
Riteniamo che sia necessario rafforzare reti di monitoraggio capillari e costanti per la tutela dei diritti dei cittadini immigrati e per la giusta applicazione delle norme, potenziando la comunicazione tra sportelli, associazioni, sindacati, coordinamenti e singoli cittadini.
Inviate le vostre testimonianze e segnalazioni sui comportamenti delle questure a sanspapiers@meltingpot.org
Redazione Progetto Melting Pot Europa