L’Ue divisa su sanzioni a chi impiega immigrati clandestini
L’Unione europea è divisa sulla proposta della presidenza di turno francese dell’Unione europea di imporre una soglia minima di ispezioni nelle aziende e di sanzionare penalmente chi sfrutta gli immigrati clandestini. La Germania e diversi Paesi del fronte nord-orientale dell’Unione europea hanno detto ’no’ alla proposta avanzata dalla Francia di Nicolas Sarkozy, che dallo scorso primo luglio ha preso il testimone dalla Slovenia alla guida dell’Ue.
"Caro Brice, la mia risposta è un doppio no", ha detto il ministro degli Interni tedesco, Wolfgang Schaeuble, rivolgendosi al suo omologo francese, Brice Hortefeux, nel corso della riunione dei ministri dell’Interno Ue a Bruxelles. Anche la Svezia, i Paesi Bassi, la Finlandia, la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca hanno respinto queste due proposte. La Lituania ha da parte espresso delle "riserve". Ventuno dei 27 membri dell’Ue si sono espressi nel corso di questo dibattito pubblico aperto alla stampa, nel corso del quale è emersa una netta spaccatura tra tra Nord e Sud. I Paesi piu’ interessati al fenomeno dell’immigrazione, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Malta, sostenuti da Belgio, Estonia, Lettonia, Austria, Bulgaria e Romania, sono tutti più o meno favorevoli a misure piu’ severe per chi sfrutta gli immigrati irregolari e ad un maggiore controllo delle imprese dei settori piu’ esposti al lavoro nero.
"Il colpevole è colui che impiega, sfrutta e si approfitta degli immigrati irregolari", ha sottolineato il ministro spagnolo, Celestino Corbacho. "Bisogna riconoscere lo sfruttamento del lavoro nero, se ci accontentiamo di sanzioni amministrative riduciamo l’importanza del problema", gli ha fatto eco l’omologo greco Prokopis Pavolopoulos. Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, si è detto pienamente d’accordo con la proposta della Francia e ha chiesto di introdurre anche sanzioni patrimoniali contro gli sfruttatori. La proposta di compromesso avanzata dalla presidenza francese prevede l’istituzione di sanzioni penali per le persone e le imprese che sfruttano i clandestini e un obiettivo quantificato del 5% di ispezioni nei settori piu’ esposti allo sfruttamento (Agricoltura, edilizia, ristorazione).
Fonte:ADUC
[ venerdì 25 luglio 2008 ]
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