Il canale di Sicilia accoglie le ultime vittime dell’immigrazione. Nel naufragio dell’ennesima “carretta” del mare sono annegati sette extracomunitari. Se ne sono salvati 21.
Il barcone è affondato a 160 miglia a sud di Lampedusa, in acque libiche. A dare l’allarme il peschereccio Arias I, che ha contattato nave ‘Spiga’ della Marina militare: secondo quanto riferito dagli uomini a bordo, un gommone carico di immigrati si è ribaltato nel tentativo di avvicinarsi al peschereccio.
I soccorsi sono scattati immediatamente, anche da parte di un altro peschereccio che era in zona, il Victoria. I marinai sono riusciti a trarre in salvo 21 extracomunitari, mentre per altri 7 non c’è stato nulla da fare. I viaggi dei disperati dalle coste libiche e tunisine verso Lampedusa o la Sicilia sono aumentati notevolmente con l’estate. Tanto che i Cpt (ora Cie) di Lampedusa e Crotone sono ormai al collasso.
‘’Nel primo semestre del 2008″ ha detto oggi il ministro dell’Interno Maroni in un’audizione alla Camera “contrariamente alle previsioni ottimistiche, le persone sbarcate in Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, sono state 10.611, mentre nello stesso periodo del 2007 erano 5.380. I dati complessivi relativi al 20 luglio di quest’anno” ha aggiunto “registrano arrivi per 13.102 unita’’. Secondo Maroni, di recente criticato per aver esteso lo stato di emergenza per l’immigrazione a tutto il territorio nazionale, in tutto l’anno gli immigrati via mare potrebbero arrivare a 30mila.
Ma per i tanti che arrivano, ce n’è molti che in mare trovano la morte.