di Cristian Rigo
Sono 68 gli stranieri inseriti nel Piano nazionale asilanti (Pna) che sono ospitati in provincia di Udine. Arrivano principalmente dalla Somalia e dall’Eritrea, ma anche dal Darfur. E ultimamente pure da Afghanistan e Iraq. Ventotto si trovano a Codroipo e venti vivono in via Lumignacco a Udine. Gli altri, tutti minorenni, sono divisi tra la Casa dell’Immacolata, sempre in città, e il Civiform di Cividale.
Alcuni hanno già ottenuto lo status di rifugiato, altri invece sono in attesa della decisione della commissione territoriale di Gorizia. Che dovrà stabilire se accogliere la richiesta di asilo, se concedere lo status di rifugiato per motivi umanitari (e in questo caso la situazione dello straniero dovrà essere rivista nel tempo) oppure se rifiutare la domanda.
Solitamente, dalla presentazione della domanda, passano circa quattro o cinque mesi prima che la commissione completi tutti i controlli. Ed è proprio questa situazione di attesa a preoccupare maggiormente i cittadini. Il timore è infatti quello che tra i profughi ci siano anche delinquenti. Pronti a fuggire alla prima occasione.
I dati della Questura però raccontano un’altra verità. «A memoria – riferisce il dirigente dell’ufficio immigrazione, Giovanni Belmonte – non ci risultano casi di rifugiati o richiedenti asilo autori di crimini o reati. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone vittime di persecuzione. Molti sono anche professionisti, insegnanti o altro. Di delinquenti, fino a oggi, non ne abbiamo trovati». Anche se il numero di chi chiede asilo è significativo. «Ogni settimana riceviamo due o tre richieste di asilo – prosegue Belmonte – che vengono valutate dalla Prefettura». Il che significa che in un anno le domande sono circa 130.
Il numero dei profughi inseriti nel Pna però è molto più alto. Perché molti vengono dirottati a Udine da altre parti d’Italia. A decidere la destinazione di chi entra nel Pna è il Ministero dell’interno. Così capita che da Udine i richiedenti si spostino altrove e viceversa. A seconda delle disponibilità di posti. Disponibilità che al momento, per quanto riguarda la provincia di Udine, fa segnare il tutto esaurito. «Le strutture – dice Belmonte – al momento sono tutte piene».
Nei 3 o 4 giorni necessari a decidere se inserire o meno lo straniero nel Pna, il richiedente viene ospitato dal Comune, solitamente nell’asilo notturno in via Prefettura. Poi, a carico del Ministero, viene trasferito nelle strutture convenzionate. Che in provincia sono quattro. A gestirle, nel caso di Codroipo e via Lumignacco, è una Onlus che oltre a ospitare i profughi in mini appartamenti si preoccupa di organizzare corsi di italiano e di valutare tutte le possibilità per un inserimento lavorativo. L’obiettivo finale del Pna è infatti quello di inserire gli stranieri nella società.