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Questione Cara: la sinistra extraparlamentare pronta all’azione

Tempi troppo lenti per il rilascio dello status di rifugiato politico. E intanto cresce il giro di soldi attorno al Cpt

da Barilive.it del 11 agosto 2008

di Antonella Ardito

Non si abbassa l’attenzione della politica sul Cara di Bari, il centro che accoglie attualmente 950 tra uomini e donne, anche interi nuclei familiari di persone richiedenti asilo politico. Negli ultimi giorni si sono acuite le proteste per la lentezza delle procedure di esame per ottenere lo status di rifugiato politico.

Vibrante e rumoroso il malcontento rovesciato sul sottosegretario Alfredo Mantovano, maggiore distensione durante la visita del sindaco mentre ieri esponenti di Rifondazione Comunista e di Sinistra Democratica hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella vecchia roulottopoli di Palese: “hanno l’aria condizionata, è un ambiente confacente all’essere umano – sottolinea Alba Sasso, già onorevole e da sempre impegnata sui temi dell’immigrazione – ma il problema è che in Italia non abbiamo una legge sul diritto di asilo, non c’è un Piano Nazionale e il rischio per gli immigrati scappati da paesi in guerra nel caso in cui la pratica non venga evasa in maniera positiva e di finire nei Cpt. Oggi il tempo di permanenza è stato allungato a 18 mesi e questo comporta un estremo spreco di denaro pubblico e un foraggiamento degli enti che gestiscono questi centri”.

Al momento la presidente della commissione deputata ad analizzare le richieste di asilo politico ha ammesso di aver avuto grossi problemi nella fase di avvio delle procedure: non ha fornito numeri precisi alla delegazione di consiglieri comunali e rappresentati politici di Rifondazione e Sinistra Democratica ma ha ammesso di essere a metà del lavoro nell’emissione dei decreti.
“Io temo che questa lentezza sia una scelta precisa del governo nazionale – sottolinea Sabino Derazza, capogruppo di Rc al Comune di Bari – quello di Berlusconi, che è razzista e antipopolare, foriero di atteggiamenti costantemente contro gli ultimi e i più indifesi”.
Una proposta concreta invece giunge da Paolo Marra, consigliere comunale di Rifondazione: “io sono un avvocato, e credo che sia giusto accordare a queste persone che richiedono asilo il patrocinio gratuito, mentre come consiglieri comunali e esponenti della politca locale noi che abbiamo ieri fatto questa visita al Cara ci impegniamo a capire cosa accade a queste persone dopo il riconoscimento dello status di rifugiato politico”.
Ma pare che l’ordine degli avvocati di Bari rigetti nel 75% dei casi le richieste di patrocinio gratuito inoltrate dai richiedenti asilo. La commissione guidata da Gaetano di Muro a tal proposito è molto selettiva.

[ martedì 12 agosto 2008 ]

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