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«Prostituta e recidiva» La vergogna di Parma

da Il manifesto del 14 agosto 2008

La «retata show» del centrodestra parmigiano, guidata dall’assessore alla Sicurezza, si tramuta in un boomerang. Svelando la deriva dei vigili-sceriffi, a caccia di prostitute e con una cella alla «Abu Ghraib». Protestano Cgil e sinistra, ma la giunta difende il blitz e se la prende con la donna nigeriana immortalata nelle foto Per il sindaco Vignali la nigeriana fotografata in una cella dei vigili è stata trattata bene. Ma la procura indaga

di Giorgio Salvetti

«Recidiva». Il sindaco di Parma, Pietro Vignali (lista civica di centrodestra), definisce così la prostituta nigeriana gettata dai suoi vigili in una cella di sicurezza. Siccome non accetta programmi di recupero, per il sindaco, è legittimo continuare a fermarla, identificarla e rilasciarla. Insomma a perseguitarla. La foto di quella ragazza che piange per terra sporca e seminuda, solo per puro caso è finita sulle pagine dei giornali. Chi di retata ferisce, di retata perisce. E’ andata proprio così agli amministratori del comune di Parma. Venerdì scorso avevano organizzato una bella gita per fotografi e giornalisti sulle auto dei vigili per mostrare quanto sono efficienti nel controllo della prostituzione. Quella foto ha rovinato tutto e si è trasformata in un boomerang.
Nell’aristocratica città emiliana di 200 mila abitanti è già stato accertato che le prostitute sono una trentina. I controlli di polizia e carabinieri sono continui. Ma non basta, bisognava far vedere che anche il comune faceva la sua parte. Ma lo spot pro sicurezza gli si è rivoltato contro. Merito di chi ha scattato la fotografia e de La Repubblica di Parma, che per prima l’ha pubblicata. E’ così la città della Carta dei Parma che sigla l’alleanza dei sindaci-sceriffi di Destra e Pd, da simbolo di sicurezza si è trasformata in simbolo di brutalità contro i più deboli. L’immagine così forte e controproducente ha costretto anche il presidente del senato Schifani ad intervenire e a chiedere chiarimenti.
Il sindaco, che non rilascia interviste, in un comunicato ha fatto sapere di essere già in contatto con la presidenza del Senato e non ha nessuna intenzione di fare inchieste interne perché secondo lui «La ragazza, nel corso dell’accertamento dell’identità, è stata trattata con grande dignità e rispetto. Mi risulta che si sia gettata in terra da sola. Le è stato offerto di prendere parte a un progetto di recupero, ma la sera dopo era già in strada».
Mentre il comune si autoassolve. Ieri il pm Francesco Gigliotti ha affidato alla questura di indagare sulla vicenda. E in prefettura a Parma si lavora per rispondere all’interpellanza dei senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti. L’opposizione intanto alza la voce. Giorgio Pagliari, capogruppo del Pd nel consiglio comunale, pretende chiarimenti alla prime assemblea dopo la pausa estiva. «Non si può perseguire la sicurezza dei cittadini non rispettando i diritti umani», dice. Marco Ablondi del Prc chiede il ritiro delle delega all’assessore alla sicurezza Monteverdi.
La versione del comune, però, non ammette critiche: la ragazza era sdraiata per terra solo per farsi un riposino e darsi una calmata. Al mattino le avrebbero offerto la colazione e l’avrebbero lasciata andare. Si sta strumentalizzando quella foto. Tutto qui. Come è andata davvero quella serata? Lo ha raccontato nei minimi dettagli Mario Robusti, colui che ha scattato quella foto. «La sera prima c’era stata un’operazione anti-prostituzione dei carabinieri - racconta Mario - l’assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi ci ha contattato e ci ha invitato a partecipare ad un controllo, questa volta da parte della polizia locale. Ci siamo ritrovati alle 23 in piazza Garibaldi. L’assessore avrebbe voluto farci salire sulle auto impegnate nei controlli, ma poi siamo stati caricati su un’altra auto di supporto dei vigili. In tutto erano impegnati 8 vigili. Poco dopo in via Spezia sono state fermate due prostitute e un cliente. Seconda tappa in via Emilia Ovest. Due prostitute si nascondevano accovacciate tra i cespugli, una terza è stata caricata in macchina a spintoni. La ragazza in auto si è messa a urlare e a scalciare. Tre ore più tardi era in quella cella della centrale dei vigili di via del Taglio. Piangeva sdraiata a terra». Mario ha chiesto che ci faceva lì, gli è stato risposto che si stava solo calmando. Era sporca e seminuda, ma senza segni di maltrattamenti. In quel momento è stata scattata la famosa foto. Tre scatti, dalla porta, dallo spioncino e dal vetro di sicurezza. A quel punto a Mario è stato espressamente chiesto di non pubblicarla. «E’ solo una vittima, va tutelata», questa la motivazione dell’assessore alla sicurezza. Repubblica invece l’ha pubblicata sulle pagine locali. Lo storico Gazzettino di Parma, solo il giorno dopo, è stato costretto a fare lo stesso. Lunedì il caso è diventato nazionale. Risultato della serata, 10 multe da 50 euro e una pessima figuraccia.
Anche i vigili, però, durante quell’operazione hanno lamentato di non essere preparati per il controllo della prostituzione e di preferire i loro compiti tradizionali legati al controllo stradale. «A noi non piacciono questi servizi», ha confessato l’ispettore capo della polizia locale Claudio Bergnoli. Eppure proprio l’uso poliziesco dei vigili è una delle richieste dei sindaci-sceriffi di destra e Pd firmatari della Carta di Parma già recepita dal ministro Maroni. Per ora a Parma per i controlli delle prostitute si agisce ancora grazie a un’ordinanza del 2007 che vieta lo stazionamento di clienti e prostitute in strada perché intralciano il traffico. Le nuove ordinanze conseguenti al decreto sicurezza saranno varate solo a settembre. Ma i vigili vengono già usati come poliziotti. Per il sindaco Pietro Vignali «I controlli sulla prostituzione sono necessari e continueranno». Quanto a tolleranza zero non ne vuole sentire parlare. «In questa città di sindaci sceriffo non ce ne sono mai stati e non ce ne saranno».
A Parma la sicurezza è diventata un’ossessione. La città tradizionalmente rossa è governata dalla destra. E la Lega, che rimane fuori dalla giunta, alle politiche ha fatto il botto conquistando un roboante 12%. Gli abitanti del centro storico da mesi si riuniscono per lamentarsi degli africani che si trovano fuori dai bar e, a sentir loro, bevono e fanno pipì per strada. Peccato che molti lavorino in nero nei salumifici e nelle ditte che confezionano il celebre prosciutto. La paranoia è diventata tale che nel centrale Piazzale della Pace, dove si organizzano concerti, il comune ha stanziato un presidio permanente, oltre a polizia e vigili ha assoldato delle guardie giurate, li chiamano «i buttafuori». Dopo le 23 non si può circolare con bottiglie (come nella Bologna di Cofferati). Nel parco Ducale circolano ronde di ex carabinieri e ex finanziari in pensione, il comune gli ha regalato delle pettorine gialle e delle bici perché non si affatichino troppo. In quel parco «abbandonato» hanno sede i carabinieri del Ris di Parma. Ora che ci sono i colleghi pensionati che gironzolano si sentiranno più al sicuro.

[ giovedì 14 agosto 2008 ]

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