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"Prima i romeni, ora i rifugiati: non si vive più"

da La Repubblica di Roma del 28 agosto 2008

Da Lampedusa alla Borghesiana, Alemanno: presto via. Ma nello stabile i lavori continuano

di Laura Serloni

«Non viviamo più, prima il palazzo era pieno di romeni, ora sono arrivati anche i rifugiati. Lasciateci vivere», gridano gli abitanti. Intanto, davanti agli occhi spaventati dei residenti e ai volti spaesati degli immigrati appena arrivati da Lampedusa si lavora a ritmi serrati per organizzare nel minor tempo possibile il nuovo centro d’accoglienza per profughi.
Già da sabato la proprietaria dell’immobile, affittato all’arciconfraternita del Santissimo Sacramento, «aveva iniziato a buttare dal terrazzo letti, comodini e divani - racconta la vicina Simona Bontempi - Si sentivano dei botti tremendi tanto che ci siamo preoccupati. Prendeva un materasso, lo trascinava fuori e lo lanciava di sotto. Le abbiamo chiesto cosa fosse successo, ma ha risposto solo che doveva ripulire tutto in fretta». Solo due giorni di tempo per mandare via i romeni ai quali affittava lettini a 150 euro al mese, chiamare degli operai per imbiancare le pareti e svuotare l’abitazione. Pronta per ospitare i cento arrivati dall’isola siciliana. Lunedì mattina sono arrivate le prime brande. E durante tutta la giornata di ieri sono stati scaricati camion pieni di rotoloni di carta, piccoli cassonetti per l’immondizia verdi, acqua e generi di prima necessità.
Alcuni immigrati non sono mai usciti, sono rimasti in finestra a guardare, dopo l’ennesimo sbarco, ancora un altro panorama. Appena vedono una macchina fotografica o una cinepresa si nascondono. Hanno paura. Invece i bambini giocano spensierati e corrono sul terrazzo. Altri giovani somali si allontanano, in piccoli gruppi da tre. Vanno alla ricerca di una cabina telefonica, per mettersi in contatto con i parenti. Il via vai degli immigrati si confonde con quello di molti operai che, metro e taccuino alla mano, prendono le misure delle porte, annotano dati e schizzano progetti. Arriva anche un’ambulanza, porta via una donna incinta che deve partorire fra pochi giorni. E mentre l’associazione lavora per garantire l’assistenza agli stranieri, di pari passo cresce la diffidenza dei residenti. «Non viviamo più - ripete una signora - , siamo in una periferia dove le strade sono arrivate solo due anni fa, ci sono decine di disservizi, la sera si susseguono le risse. E da un giorno all’altro senza avvertirci portano cento tra eritrei, somali e senegalesi». Anche il sindaco Alemanno dice di essere all’oscuro di tutto. «Non è stata data nessuna preventiva informazione né al Comune né al Municipio - commenta il primo cittadino - ma il sottosegretario Mantovano mi ha assicurato che la permanenza degli immigrati alla Borghesiana è solo temporanea e dovrà esaurirsi in poche settimane». I lavori che si stanno facendo nella struttura, tuttavia, non sembrano organizzati solo per chi resta qualche settimana. Ma i cittadini infuriati sperano che la situazione si risolva il prima possibile: «Vogliamo stare tranquilli - dice Fabrizio Potenziani - invece in questo comprensorio in mezzo alla campagna romana c’è sempre qualche problema. Risse, ubriachi e rapine. E ora quest’ultima novità piombataci qui all’improvviso».

[ giovedì 28 agosto 2008 ]

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