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Monfalcone - Un mediatore culturale per gli stranieri

Il servizio verrà attivato dal Comune per favorire l’integrazione. Previsti anche corsi di italiano

da Il Piccolo di Trieste del 1 settembre 2008

Non saranno solo italiani. Gli oltre 700 lavoratori che si presume arriveranno a Monfalcone già con la fine di quest’anno per via della necessità di nuova manodopera in Fincantieri per la realizzazione delle nuove commesse saranno molto probabilmente, per una buona percentuale, stranieri. D’altra parte come si sa è stata proprio la cantieristica e il suo sviluppo, negli anni Novanta, a portare a un massiccio afflusso di lavoratori immigrati a Monfalcone, impegnandoli nel cantiere. Da allora, la comunità straniera, composta soprattutto da bengalesi, ha continuato ad aumentare raggiungendo cifre considerevoli, tanto da finire per essere oltre il 12 per cento dei residenti (e si parla solo dei numeri ufficiali, probabilmente le persone non iscritte all’anagrafe sono anche più numerose). Come ci si sta muovendo in vista di questo fenomeno che è prevedibile avrà dimensioni anche maggiori nel prossimo futuro? Tra fondi ridotti, nuovi progetti e coinvolgimento di enti privati, il Comune sta cercando di mettere a punto tutta una serie di interventi da portare a termine in un prossimo futuro. «L’obiettivo più importante è l’istituzione di un servizio di mediatore culturale e linguistico – spiega l’assessore ai Servizi sociali, Cristiana Morsolin – da inserire all’interno dei servizi comunali. Per questo stiamo valutando una ricognizione all’interno dei servizi per capire in quale campo dobbiamo intervenire, potenziandoli, così da venire incontro alle esigenze. Per esempio, siamo consapevoli del fatto che a Monfalcone sarebbero necessari almeno due mediatori, possibilmente stranieri abitanti a Monfalcone e che conoscano la lingua, e che quindi abbiano già una visione abbastanza dettagliata di cosa sia la nostra realtà». Quello a cui si punta è a una conoscenza reciproca delle realtà, quella italiana e quella straniera. Il secondo punto su cui si sta lavorando è poi la creazione di una Consulta degli stranieri. «Vogliamo però che ciò avvenga con un percorso partecipato – spiega la Morsolin – non solo con una votazione che porti a eleggere dei rappresentanti, bensì uno stimolo per il coinvolgimento della comunità. Puntiamo ad avere una professionalità interna all’organizzazione comunale che possa seguire con competenza la regia di tale percorso». Infine, c’è la questione dei corsi di italiano, che negli scorsi anni hanno avuto grande successo specialmente tra le donne immigrate, che hanno meno opportunità degli uomini di entrare in contatto con il mondo esterno e, quindi, conoscere il linguaggio. «Purtroppo – spiega la Morsolin – dobbiamo tenere conto di fondi ridotti rispetto alle richieste che avevamo avanzato. Per questo stiamo lavorando per creare dei collegamenti con gli istituti formativi come l’Einaudi-Marconi di Staranzano o lo Ial, che hanno fondi specifici per la realizzazione di corsi per stranieri e soprattutto la loro pubblicizzazione. Per questo stiamo lavorando per fornire loro delle strutture che consentano di poter attivare anche in città queste iniziative, così da dare l’opportunità di seguirle anche agli stranieri residenti in città». Le azioni organizzate dai Servizi sociali, poi, sono intraprese anche in collaborazione con altre iniziative culturali, come la sezione multiculturale della biblioteca, inaugurata lo scorso anno.
Elena Orsi

[ lunedì 1 settembre 2008 ]

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