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Gradisca, altri 100 immigrati: il Cie scoppia

Da Cagliari erano arrivati in 50, ieri altrettanti da Lampedusa. Il sindaco Tommasini: «Dobbiamo ospitarli»

da Il Piccolo di Trieste del 6 settembre 2008

Il direttore della struttura: "Siamo al limite della capienza"

Cento clandestini in dieci giorni. E il Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo (Cie, ex Cpt) torna ad essere al limite della capienza. O «a pieno organico», come afferma il direttore della struttura Vittorio Isoldi. «Circa dieci giorni fa - fa sapere il responsabile del Cie - sono arrivati cinquanta immigrati da Cagliari. Ieri pomeriggio, se ne sono aggiunti altri 50: questa volta provenienti da Lampedusa. Siamo al limite della capienza». Come a dire: se dovessero esserci ulteriori richieste, molto probabilmente la struttura di Gradisca d’Isonzo sarebbe costretta a rispondere: «No, grazie».
La cerca di prenderla con filosofia il sindaco di Gradisca d’Isonzo, Franco Tommasini. Che - peraltro - si accinge a salutare la Nazionale azzurra che, da domani, fisserà il proprio quartier generale proprio nella cittadina della Fortezza: il «Colaussi», infatti, sarà la sede del ritiro della squadra di Lippi. «Continuano ad arrivare clandestini? È chiaro che quando si verificano sbarchi a Lampedusa e qui ci sono posti disponibili non c’è verso: il Cie di Gradisca d’Isonzo deve ospitarli. Come Comune, siamo informati costantemente ed eravamo al corrente anche di questi nuovi arrivi».
Nessuna sorpresa, dunque. Anche se Tommasini allarga le braccia. «Cosa volete che vi dica? Ci hanno sempre detto che, in caso di emergenza, il centro di Gradisca deve essere pronto ad accogliere i clandestini. Anche questa volta, il Cie ha fatto la sua parte». Gli sbarchi sulle coste della Sicilia non si fermano e con essi non si fermano i trasferimenti.
Già all’inizio di agosto si verificò qualcosa di simile a Gradisca d’Isonzo. Fu «tutto esaurito» al centro per immigrati di via Udine e gli stranieri vennero sistemati temporaneamente negli alberghi cittadini. In quell’occasione arrivarono, sempre da Lampedusa, altri 50 extracomunitari. Solo 24 ore prima ne erano arrivati altri 110. Un film già visto.
E così tornano prepotentemente d’attualità le parole dell’assessore regionale all’Immigrazione, Federica Seganti. Era il 5 agosto scorso. «Siamo saturi, non c’è più posto nemmeno per un profugo. Roma sospenda gli invii nel Friuli Venezia Giulia». Fu l’esponente leghista a ufficializzare la posizione della Regione sui flussi di clandestini. Una sintesi che il presidente Renzo Tondo, insieme all’assessore leghista, trasmise a Roma al prefetto Mario Morcone, capo dipartimento libertà civili e immigrazione. Ma - evidentemente - quell’appello è servito a poco. I clandestini continuano a sbarcare a Lampedusa e vengono trasferiti, quindi, a Gradisca e negli altri Cie dislocati in Italia.
Temi che il governatore Tondo avrà occasione di affrontare in una prossima visita a Gorizia. «La mia intenzione è di tornare presto in questa città - la promessa del governatore -. E la mia volontà è di visitare Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo per rendermi conto, personalmente, della situazione».
di Francesco Fain

[ sabato 6 settembre 2008 ]

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