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Spagna - Dal Cayuco al Centro di Internamento

tratto da: Periodico Diagonal

di Sigrid Hervas; traduzione di Massimo Marini, Tlaxcala

I mezzi di comunicazione stanno ingigantendo l’impatto dell’immigrazione africana via mare. È opportuno sottolineare che la prima via d’accesso dei migranti verso lo stato spagnolo sono gli aeroporti e che solo il 16,7% degli immigrati ‘irregolari’ assistiti dalla ONG Medicos del Mundo nelle Canarie durante lo scorso anno era subsahariana.

Stampa, radio e televisione hanno dato notizie errate, esagerate ed estrapolate dal contesto, come la Gaceta de Canarias, giornale di gran influenza nelle isole, che nel 2006 ha pubblicato un articolo intitolato “Invasione di Cayucos*”. Ogni settimana appaiono sulla stampa articoli che ci parlano del numero di ‘irregolari’ che giungono sulle coste spagnole e della loro origine, senza informare sui motivi che hanno portato queste persone a emigrare.

La Croce Rossa si incarica di notificare ai media l’arrivo dei cayucos, il numero di persone immigrate che giunge in ogni imbarcazione e i dati basilari per realizzare le cronache giornalistiche. Ma informano solamente determinati media, filtrando così l’informazione. È che ci sono molti interessi in gioco: ai mezzi autorizzati interessa continuare a essere gli unici a ricevere l’informazione in esclusiva e di prima mano; alla Croce Rossa, apparire in televisione e continuare a ricevere sovvenzioni e donazioni e al governo mediatizzare il problema dell’immigrazione.

Il ruolo della Croce Rossa
Le persone africane che giungono sul suolo spagnolo via mare sono assistite secondo il motto ‘vedere, sentire e tacere’ con cui lavora la Croce Rossa. “Siamo una ONG di azione, non di denuncia”, sostiene il coordinatore autonomo dell’ERIE (1) delle Canarie, basandosi sul fatto che non si può agire se si denuncia. Le funzioni cui assolve la Croce Rossa sono basilari: cambio d’abiti, acqua, tè, biscotti, assistenza sanitaria di base, cose di cui potrebbe farsi carico lo stato. Ma è più economico che lo realizzi una ONG che possiede milioni di soci e che utilizza manodopera volontaria. I paesi d’origine degli immigrati africani sono soliti pagare lo Stato spagnolo per riceverli. Questo denaro è investito per la maggior parte nei Centri di Internamento degli stranieri (2) dove gli immigrati restano rinchiusi fino a che non venga formalizzato il loro ordine di espulsione.

Alcuni membri dei corpi di sicurezza dello Stato si appropriano dei GPS, dei motori e degli strumenti di navigazione che arrivano nei cayucos, quando per legge dovrebbero essere restituiti ai loro paesi d’origine. Dall’altro fronte, sono molti gli immigrati che hanno denunciato abusi e maltrattamenti.

Note * Cayucos : sp. per canoa, parola utilizzatta dagli spagnoli per designare le imbaracazioni da pesca usate dai migranti "illegali" (NdR)
-  1. Equipo de Respuesta Inmediata en Emergencias, una squadra d’emergenza della Croce Rossa (NdT).
-  2. Centros de Internamiento de extranjeros (CIE), i nostri attuali Centri di identificazione ed espulsione (NdT).

[ mercoledì 17 settembre 2008 ]

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