La famiglia è caduta nella disgrazia dopo che il marito ha perso il lavoro ed insieme alla moglie, senza reddito, ed al figlio di tre anni che soffre l’asma, si sono ritrovati senza mezzi per poter affittare una casa.
La donna, nel quarto mese di gravidanza, ha dormito per circa cinque giorni fuori dal Comune chiedendo una soluzione al loro problema. Il Comune non ha reagito nonostante la famiglia fosse in graduatoria per ottenere una casa popolare. Non potendo continuare a dormire davanti al Comune, circa 15 giorni fa, la famiglia si è trasferita in una casa dell’Ater, disabitata da 15 anni.
Fino alla mattina di martedì quando una trentina di carabinieri hanno sfrattato la madre ed il figlio nel modo più violento. Gli abitanti del quartiere e l’Associazione Difesa Lavoratori hanno cercato di intervenire ma senza riuscire ad evitare lo sgombero perché le forze del ordine avevano bloccato l’intera strada non lasciando avvicinare nessuno. La donna ha provato a ribellarsi mentre i carabinieri buttavano fuori dalla finestra tutti i loro mobili. La situazione è degenerata ulteriormente e la donna, dopo aver scaraventato la testa al suolo più volte, è caduta in uno shock epilettico ed è stata portata via dall’ambulanza davanti nell’indifferenza dell forze di polizia.
I vicini e gli attivisti dell’ADL hanno assistito a scene di estrema disperazione da parte della donna incinta ed allo stesso tempo di incredibile indifferenza da parte delle forze dell’ordine. “Questa è la disperazione di tante persone che stanno vivendo con ansia il fatto di avere uno sfratto, il fatto di non riuscire più a pagare l’affitto e queste d’altro lato sono le risposte di un comune, il Comune di Maserada sul Piave, assolutamente assente oggi” è il commento di Monica dell’ADL che ha assistito alle operazioni.
L’unica risposta del Comune è stata quella di proporre la comunità per lei e il bambino senza rendersi conto che intanto il marito sarebbe costretto a dormire per strada ed in ogni caso senza tener conto del diritto all’unità familiare. L’amministrazione comunale si rifiuta completamente di affrontare questa emergenza con i mezzi adeguati.“E’ vergognosa la tempestività di questa macchina infernale”, aggiunge Monica raccontando di come, dopo neanche dieci minuti dalla partenza dell’ambulanza, sia arrivato un camion di mattoni per murare la casa.
"Prima i carabinieri, poi l’ambulanza ed alla fine i mattoni che chiudono il caso di questa famiglia che non ha chiesto niente di più di quello che si poteva chiedere". Rimane la lotta per la dignità, coraggiosa e disperata, della donna, che ha messo in ballo la propria salute e quella del figlio che porta in grembo per ottenere il minimo di aiuto che le spettava. E’ l’ennesimo caso di famiglie sfrattate da case successivamente murate invece di essere messe a disposizione di chi ne avrebbe bisogno.