Sabato 15/11 in centinaia di noi abbiamo fatto una manifestazione a Treviso per affermare, come gli studenti e gli insegnanti dell’Onda, che “Non pagheremo noi la vostra crisi”.
Dopo due giorni si è scatenata una polemica rispetto al blocco dei cosiddetti “flussi” di lavoratori migranti che, secondo la Lega e la CGIL di Treviso, bisognerebbe fermare per evitare di avere nuovi disoccupati a causa della gravissima crisi economica in atto.
Questa polemica conferma l’estrema necessità di continuare le nostre mobilitazioni perché, dietro l’ipocrisia di queste proposte, si rivede ancora una volta la voglia di far pagare a noi cittadini e lavoratori migranti questa crisi.
I “flussi” sono e sono sempre stati un meccanismo violento per costringerci alla subordinazione sociale, limitando non tanto il nostro arrivo (che è inarrestabile) ma il nostro accesso ai diritti attraverso il permesso di soggiorno.
Chi non è cieco sa benissimo che i “flussi” sono regolarizzazioni mascherate di chi è già qui, come sa bene che se molti di noi perderanno il lavoro correremo anche il rischio di perdere il permesso di soggiorno: nessuno se ne andrà, ma ci toccherà nasconderci, lavorare in nero, stare zitti.
Noi vogliamo lottare insieme ai lavoratori italiani, agli studenti, alle famiglie, per superare assieme questa crisi senza venire penalizzati mentre tutti gli aiuti dello Stato vanno agli speculatori.
Per farlo abbiamo bisogno di sospendere gli effetti della Bossi-Fini, evitare di perdere il permesso insieme col lavoro e garantire il permesso di soggiorno a tutti quelli che vivono e lavorano già qui.
Noi vogliamo stare con i lavoratori italiani che sciopereranno il prossimo 12 dicembre ed è vergognoso che attraverso una polemica sui “flussi” qualcuno stia tentando di mettere italiani contro stranieri e stranieri col permesso contro i “sans papier”.
Tutte le misure del Governo, che pure ripartiscono le briciole come la “Social Card”, parlano questo linguaggio di esclusione: dalle case popolari, dai sussidi sociali, dalla santità, ci aumentano le tasse anche sul rinnovo del permesso di soggiorno. A Treviso pagheremo 200 euro per aspettare due anni e ricevere un documento già scaduto!
Il 12 dicembre sciopereremo anche per chiedere provvedimenti straordinari, ma in favore di tutti i lavoratori e non delle banche:
Cassa integrazione ed ammortizzatori sociali per tutti i disoccupati, precari, interinali, dipendenti delle cooperative;
Blocco degli sfratti, soprattutto quelli per morosità che stanno aumentando a dismisura;
Moratoria sui mutui per la prima casa perché le banche ci stanno dissanguando.
Su questi punti invitiamo tutti i cittadini trevigiani, migranti e non, a partecipare allo sciopero generale del 12/12/2008 ed all’assemblea di martedì 9 dicembre alle ore 20.30 presso UbikLab a Ponzano Veneto.
Zare Salifo, Samarasinghe S. Sanjeeva, Benkaid Alì Merouane, Benslimane Mourad, Fourdaous Ahmed, Zoure Dasmane, Ugwodike Hyacinth, Ennajraoui Saadia, Kar Dipok, Soso Anthony Emiyaka, Barry Mamadou Aliou, Ndiaye Aliou Baidy, Alisi Ubald, El Zahir Naima