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Verdi: "Mai un centro detentivo per migranti a Venezia. Accogliere invece gli stranieri che arrivano al porto."

Il capogruppo in Consiglio comunale Beppe Caccia annuncia la presentazione di un ordine del giorno per dichiarare la Città “libera da Centri detentivi” e pretendere il rispetto del diritto all’asilo nel Porto di Venezia.

Il capogruppo dei Verdi – Città Nuova nel Consiglio comunale di Venezia Beppe Caccia interviene in seguito all’ennesima tragedia, di cui è rimasto vittima un giovanissimo “clandestino” arrivato nel Porto di Venezia, e l’annuncio dell’on. Ascierto, che prevede la localizzazione a Venezia di un centro detentivo per migranti:

“Il Comune di Venezia è da anni all’avanguardia nella prima accoglienza e nell’ospitalità garantite a donne e uomini richiedenti asilo nel nostro Paese. Ma le ultime drammatiche notizie, relative alla morte atroce di un adolescente afgano appena sbarcato, dimostrano che il Porto di Venezia e l’atteggiamento tenuto dalla Polizia di frontiera, che al suo interno opera, rimangono un buco nero nell’applicazione del diritto all’asilo, riconosciuto dalla nostra Costituzione: centinaia di persone sono respinte ogni anno, consegnate ad un destino spesso tragico.

Contemporaneamente un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri nel settembre scorso prevede la realizzazione di un Centro cosiddetto “di Individuazione e di Espulsione” (CIE) nel territorio della regione Veneto e proprio ieri il deputato di AN Ascierto annuncia che il Centro di detenzione per i migranti sarà localizzato nel territorio comunale di Venezia, data la vicinanza con porto e aeroporto. E’ un’ipotesi che dev’essere immediatamente respinta con forza.

Bisogna infatti che tutti abbiano chiaro che cosa sono queste strutture, presentate illusoriamente come la panacea di fronte al fenomeno dell’immigrazione clandestina. In continuità con i Centri di Permanenza Temporanea, prolungando i tempi e rendendo più dure le condizioni detentive, i CIE rappresentano una mostruosità giuridica ed una vergogna per l’umanità: prevedono infatti la possibilità di rinchiudere, per via amministrativa e senza alcuna verifica processuale, persone che non hanno commesso alcun crimine e la cui unica colpa è quella di non essere in regola con le assurde norme sull’immigrazione definite dalla legge Bossi-Fini. Inoltre, organizzazioni umanitarie e organismi dell’Unione Europea hanno da tempo denunciato le invivibili condizioni igienico-sanitarie, la mancanza di una reale assistenza, le troppo numerose morti sospette che si sono registrate nei Centri gestiti dal governo italiano.

Per queste ragioni, e per la storica tradizione di accoglienza solidale della nostra Città, Venezia non ha affatto bisogno di un centro detentivo per migranti. Vi è invece la necessità assoluta che cambi l’atteggiamento della Polizia di Frontiera e che, anche con il coinvolgimento del Presidente dell’Autorità Portuale e attraverso il rafforzamento delle strutture per la prima accoglienza, sia effettivamente garantito il diritto all’asilo a tutte quelle donne e uomini che arrivano nel Porto di Venezia in fuga da situazioni dove sono negati i più elementari diritti umani.

In questo senso, proporrò nella prima seduta utile che il Consiglio Comunale voti un ordine del giorno che dichiari l’assoluta indisponibilità ad ospitare sul nostro territorio, ora e nel futuro, una struttura detentiva per migranti, come quella decisa dal Governo, e impegni il Sindaco e la Giunta ad intervenire nei confronti del Prefetto e dell’Autorità Portuale per l’accoglienza dei richiedenti asilo.”

[ lunedì 15 dicembre 2008 ]

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