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Flussi, il Tar boccia il Decreto 2008

Da Metropoli del 16 gennaio 2009

Sospesa una parte del decreto flussi 2008: quella che imponeva requisiti più restrittivi ai datori di lavoro stranieri. Lo ha deciso oggi il Tar del Lazio, accogliendo le richieste di una decina di datori di lavoro. Respinta invece la richiesta di sospensione del patronato Inca-Cgil: "l’Ente ricorrente - si legge nell’ordinanza - appare privo della necessaria legittimazione a ricorrere".

Il nuovo Decreto flussi ha rimodellato i requisiti per i datori di lavoro stranieri, escludendo dalla distribuzione delle nuove quote (150 mila) i datori di lavoro extracomunitari che non siano titolari di una carta di soggiorno (permesso Ce per lungo soggiornanti) o non ne abbiano fatto richiesta alla data di pubblicazione del decreto. Inoltre, sempre per i soli stranieri è stata introdotta una procedura di conferma scaduta il 3 gennaio. Le conferme arrivate sui server del Viminale sono state oltre 127mila.

Nel testo del ricorso, gli avvocati dell’Inca, Luca Santini e Vittiorio Angiolini, affermavano: "Tali disposizioni paiono in aperto e insanabile contrasto" con il Testo unico sull’immigrazione, che estende la facoltà di partecipare al decreto flussi tanto ai datori di lavoro italiani quanto a quelli “stranieri regolarmente soggiornanti”. E più in generale stabilisce che lo straniero regolare “gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano”.

Gli avvocati osservavano poi che un decreto flussi, in quanto atto amministrativo, deve muoversi "nei limiti di quanto previsto dalla legge". Aggiungendo che un provvedimento come quello 2008 sarebbe in contrasto con i principi del giusto procedimento amministrativo (perché modifica i requisiti in corso d’esame), e con vari articoli della Costituzione, quelli sul diritto alla salute, all’iniziativa economica e così via.

Il Tar nell’ordinanza afferma che "le censure dedotte appaiono fondate, in particolare nella misura in cui evidenziano, da un lato, il contrasto con la fonte primaria della prescrizione che esige che i datori di lavoro stranieri siano in possesso della carta di soggiorno, laddove invece il Dlgs. 286 del 1998 si limita a fare riferimento allo straniero regolarmente soggiornante, e, dall’altro, lo sviamento di potere determinato dal perseguimento di finalità estranee a quelle assegnate al decreto flussi".

Cosa succede adesso? Secondo gli avvocati quella di oggi è "una vittoria piena". La decisione dei giudici vale "erga omnes", cioè non solo per i datori di lavoro che hanno fatto ricorso, ma per tutti gli stranieri. In sostanza ora gli Sportelli unici per assegnare i posti dovranno esaminare secondo l’ordine di arrivo tutte le domande ancora in codda, non solo quelle dei datori di lavoro italiani o dei cittadini extraUe che hanno inviato conferma.

Si attende ora di sapere se la Presidenza del Consiglio vorrà impugnare la sospensione del decreto al Consiglio di Stato o procedere direttamente a modificare il testo secondo le indicazioni del tribunale. Perché gli Sportelli unici possano cominciare l’assegnazione delle nuove quote, si attende comunque che il ministero del Lavoro suddivida i posti a livello locale fra le diverse province italiane. Ogni Sportello dovrà prima concludere i lavori sulle quote 2007 per essere abilitato a lavorare quelle del 2008.

(chiara righetti)

[ venerdì 16 gennaio 2009 ]

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