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Storie di migranti desaparecidos
Da Carta del 16 febbraio 2009
Nessun grande giornale ne parlerà domani: l’agenzia Misna racconta della Carovana della speranza formata da una trentina di donne, uomini e bambini salvadoregni, parenti di migranti partiti mesi fa e mai giunti a destinazione, cioè negli Stati uniti, né tornati indietro.
La Carovana è partita dal Guatemala, in Messico ha attraversato lo stato del Chiapas e quello di Oaxaca, fino a Ciudad Ixtepec, nell’istmo di Tehuantepec, passaggio obbligato per i centroamericani che tentano di arrivare negli Usa. A organizzarla è il Comitato dei familiari di migranti morti e desaparecidos [Cofamide]: lungo il percorso lanciano appelli e distribuiscono foto per tentare ritrovare i propri cari.
«La risposta della gente è incredibile», ha detto alla stampa locale padre Alejandro Solalinde, coordinatore della Casa del Migrante di Ciudad Ixtepec. Il sacerdote ha denunciato come, nel corso del loro viaggio estenuante, i migranti subiscano abusi ed estorsioni sia da parte dei trafficanti di esseri umani che della polizia messicana.
Il coordinatore del Programma di migrazione e diritti umani del Salvador, Luis Perdomo Vida, ha sollecitato le autorità statali e federali messicane a elaborare una banca dati con rapporti forensi e analisi del Dna dei migranti centroamericani deceduti nel territorio. Privi di documenti, questi finiscono quasi sempre in fosse comuni.
Nella notte invece, al largo delle Canarie, un barcone di migranti è affondato. Sei persone si sono salvate, un elicottero ha recuperato i corpi di una bambina di otto anni e di tre uomini, a 150 metri dalla spiaggia. I dispersi sono 20.
[ martedì 17 febbraio 2009 ]
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