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Bologna - Sospensione dall’Ordine per i medici che denunceranno gli irregolari

La posizione dell’Ordine dei medici di Bologna contro l’emedamento del Pacchetto Sicurezza

I medici che tra i propri pazienti denunceranno gli immigrati irregolari andranno incontro alla sospensione dall’attivita’ professionale. Lo afferma chiaro e tondo Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, intervenuto oggi alla conferenza stampa promossa sul tema dall’Associazione degli specializzandi bolognesi.
Un incontro affollato di camici bianchi, nel quale un chiaro "no" al norma sulla denunciabilita’ (che attende l’approvazione della Camera) e’ arrivato praticamente dall’intera sanita’ locale: Ordine e specializzandi, appunto, ma anche Regione Emilia-Romagna, mondo accademico, Ausl, Sant’Orsola-Malpighi, Istituto ortopedico Rizzoli, nonche’ le associazioni di volontariato Sokos e Avvocati di strada. Tre le possibili azioni in cantiere: una circolare che spieghi chiaramente che ancora la norma non e’ operativa, un manifesto da affiggere nei luoghi di cura ("Noi non segnialiamo") e, in caso di approvazione del decreto, ricorsi alla Corte costituzionale. Pizza, intanto (che interviene anche come preside della Federazione degli ordini regionali e quindi "a nome di 22.000 colleghi") spiega che "Il sentire dei medici" e’ rivolto al non denunciare.
Pizza richiama all’assoluto rispetto del codice deontologico, "che sottosta alle leggi dello Stato ma rappresenta un piccolo corpus che regola il rapporto tra medico e paziente". Quindi, "non ci sara’ legge dello Stato che potra’ indurre ad infrangerlo". Pizza e’ sicuro che, se anche la norma dovesse essere approvata, i medici non denunceranno. Ma se qualcuno dovesse farlo, "lo mando in commissione medica disciplinare e non ho dubbi che verra’ sospeso dall’attivita’ professionale". Al contrario, se un camice bianco che non denuncia "dovesse essere incriminato e la magistratura ne da’ notizia all’Ordine, cestineremo questa notizia".

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[ venerdì 20 febbraio 2009 ]

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