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Roma - Occupata da Action la sede della LegaCoop che gestisce il CIE di Lampedusa

Comunicato stampa
Conclusa l’occupazione della sede della LegaCoop da parte di Action
Si è conclusa l’occupazione della sede della Legacoop. In circa 200 abbiamo fatto irruzione per chiedere alla legacoop di prendere posizione sulla condotta di due sue associate - il consorzio sisifo e la blu coop - che gestiscono il centro di edintificazione ed esplusione di Lampedusa.
Abbiamo ottenuto un incontro con il Dott. Poletti, presidente nazionale legacoop e con la dott.ssa Servidoni consigliera delle pari opportunità del ministero delle politiche sociali. Lampedusa dal 2007 era un centro di prima accoglienza ed è diventato un centro di espulsione, senza che questo fosse suffragato da una norma.
Anche i contratti di gestione sono antecedenti. Pertanto, le due cooperative si sono trasformate da accoglitori a carcerieri. Per noi questi contratti sono illegittimi giuridicamente e moralmente e vanno rescissi. NOn è più lo stesso contratto. La legacoop ha iniziato l’incontro facendo una seria critica alle politiche del Governo e alla gestione della vicenda di Lampedusa, ritenendo inaccettabile che un luogo nato per accogliere persone per pochi giorni diventi un carcere per un anno e mezzo. E a riguardo, si sono impegnati a fare uno specifico comunicato. Inoltre, incontreranno le cooperative interessate chiedendo conto della situazione e chiedendo un impegno affinché il centro possa tornare a svolgere una politica di accoglienza.
Lo stesso contenuto avrà anche una missiva che la dott.ssa Servidori invierà al Ministro Sacconi e al Ministro Maroni, dove si porrano anche le questioni relative ad un monitoraggio della condizione strutturale dello stabile (che ha subito un incendio poche settimane fa) e della situazione sanitaria.
Non permetteremo che su questa vicenda calino i riflettori! La vera sicurezza è quella realizzata con serie politiche di accoglienza.

Vedi anche:
Comunicato stampa di Action

[ giovedì 12 marzo 2009 ]

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