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Venezia - Ancora una morte al Porto

Il corpo senza vita di un uomo tra i 30 ed i 35 anni di origine asiatica trovato in un rimorchio che trasportava balle di carta per il macero giunto con un traghetto da Corinto

Ancora una morte al Porto di Venezia, ancora una tragedia sulle rotte dell’immigrazione forzatamente "clandestina" (o forse di un legittimo richiedente asilo con la paura di essere ingiustamente respinto?) .

Secondo un’agenzia di stampa diramata dall’Ansa nelle prime ore del pomeriggio di giovedì, a fare la scoperta sono stati gli uomini della Guardia di finanza addetti alle verifiche doganali nel porto di Marghera, insospettiti dal cattivo odore proveniente da un semirimorchio. All’interno del mezzo, con targa bulgara, sbarcato dal traghetto greco Hellenic Master giunto da Corinto, è stato scoperto il cadavere di un uomo di circa 30 anni con lineamenti mediorientali. I primi accertamenti della Polizia di frontiera sembrano accreditare l’ipotesi che l’immigrato sia rimasto schiacciato da una delle balle di carta da macero - del peso di circa 6 quintali - trasportate dal camion. La disgrazia si è verosimilmente verificata durante le operazioni di imbarco del mezzo nel porto greco poiché la morte dell’uomo, dai primi accertamenti medici, risalirebbe a circa 48 ore fa.

Se quella di Lampedusa è la frontiera dei drammi spettacolarizzati, utilizzata per inasprire il regime di controllo alle frontiere d’Europa, quello di Venezia è invece il confine della disperazione silenziosa, quella che con scadenza ormai regolare rivela come neppure il diritto d’asilo, neppure quello garantito dalle convenzioni internazionali, sia un diritto acquisito.
Davanti al continuo verificarsi di tali drammi poco importa quale sia la nazionalità o l’età del corpo ritrovato.
Il Porto di Venezia, come più volte abbiamo svelato, è un luogo di diritti negati. Martedì 31 marzo, alle ore 17:30, presso il Centro Culturale Santa Maria della Grazie di Mestre (Ve), un’assemblea cittadina della rete tuttiidirittiumanipertutti, con la presenza di Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia e di Gino Strada, Emergency, oltre che di Amnesty International, degli avvocati di alcuni dei profughi respinti a Patrasso, e di membri dell’associazione greca kinisi che è solidale con migranti e rifugiati in Grecia.

Sulla frontiera del Porto di Venezia (e non solo) vedi anche:
-  Fronte del Porto. Migranti e richiedenti asilo alla frontiera di Venezia
-  Patrasso - Abbiamo bisogno di aiuto
-  Storie dal campo di Patrasso. Ordinaria violenza dall’Afghanistan all’Italia
-  Grecia - Ecco l’inferno di Patrasso
-  Grecia - Dove l’Italia respinge i richiedenti asilo
-  Come muore un bambino a Venezia
-  8 Km. Perdere la vita a otto chilometri dalla richiesta di asilo
-  Diritti respinti. Gli atti dell’assemblea cittadina sul porto di Venezia
-  Ancora morte a Venezia, frontiera d’Europa
-  Le frontiere della morte. Cosa accade al porto di Venezia?
-  Mestre: morire asfissiati in un tir

[ giovedì 26 marzo 2009 ]

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