leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Lampedusa - Centinaia in piazza a Lampedusa contro il Cie

Concerto degli Assalti frontali, tre giorni di iniziative

ancellare la realizzazione del nuovo centro di identificazione ed espulsione (Cie) presso la ex base Loran. E’ questa la richiesta dei lampedusani scesi in piazza questa sera nel centro del piccolo comune dell’isola. Per sostenere le loro ragioni è intervenuta anche l’Arci, raccogliendo attraverso il proprio circolo locale oltre 1.500 firme tra i residenti che saranno inviate al ministero dell’Interno per avanzare la richiesta. Sono già centinaia i manifestanti. A partire dalle nove suoneranno in piazza alcuni gruppi rap, tra cui gli Assalti frontali, alternandosi con gli interventi politici dal palco. Tra i presenti, anche il giornalista Gad Lerner, previsto un collegamento in diretta con la trasmissione televisiva Anno Zero. La serata dà il via a tre giorni di iniziative, spiega Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci: previste animazioni di strada per i bambini, spettacoli, e un incontro tra gli studenti dell’isola e un gruppo di minori stranieri non accompagnati, che hanno ottenuto lo status di rifugiati e sono ospitati in una struttura di accoglienza dell’Arci. L’associazione, spiega Miraglia, gestisce una serie di centri per i rifugiati, garantendo 700 posti sui 3mila disponibili a livello nazionale. "Lampedusa - spiega Miraglia - deve mantenere la sua vocazione all’accoglienza. I cittadini dell’isola sono preoccupati e hanno paura delle tensioni con gli immigrati che un nuovo Cie potrebbe generare". "Porteremo il problema - aggiunge Michele Curto, dell’associazione Terra del fuoco - anche davanti al commissario europeo per la Giustizia, la libertà e la sicurezza, Jacques Barrot". L’associazione, che aderisce alla rete Libera di don Ciotti e a Flare, rete europea di associazioni contro la criminalità organizzata, il 24 marzo scorso si era recata a Strasburgo per avanzare la richiesta di un provvedimento legislativo per la confisca dei beni della mafia in tutto il continente. "Inseriremo la questione dei Cie - spiega Curto - nella campagna per la confisca dei beni per la criminalità organizzata. La normativa sull’immigrazione, penalizzando gli spostamenti legali, favorisce di fatto il traffico clandestino e aumenta i profitti delle organizzazioni criminali internazionali. Questi due fatti - sottolinea - non possono essere trattati separatamente".
Fonte: Apcom

[ venerdì 24 aprile 2009 ]

TELE RADIO CITY s.c.s. Onlus - P.I. 00994500288 - Iscr. Albo Soc. Coop. n. A121522 | presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2010 creative commons |