Iniziative di protesta in moltissime città italiane, cariche contro gli studenti alla Sapienza e reinvenzione della politica dell’asilo. Questo il risultato della visita di Gheddafi in Italia.
Il leader libico non ha tradito le aspettative ed ha palesemente ricordato quale sia la sua posizione in materia di asilo politico: "l’asilo politico? Una menzogna diffusa. Chiedono asilo politico? GLi africani non ne hanno bisogno, è gente che vive nella foresta o nel deserto. E poi ancora: Se dovessimo ascoltare Amnesty International tutti potrebbero muoversi e vi trovereste tutta l’Africa in Europa.
Ma è ciò che è dietro alle parole del dittatore che ci ritorna il disegno complessivo delle strategie europee, ed in particolare dell’Italia, per quanto riguarda i movimenti migratori africani.
Perchè se l’asilo è una menzogna allora le torture, la carcerazione, le violenze, i traffici organizzati dalla Piolizia libica, gli spari sulle barche in partenza ed i respingimenti illegali dell’Italia allora sarebbero legittimi, sempre secondo l’accoppiata Berlusconi-Gheddafi.
Occorre un miliardo di euro l’anno alla Libia per ridurre i flussi verso l’Europa, continua il dittatore.
Nel pomeriggio di giovedì intanto, mentre il leader libico veniva accolto in pompa magna alla Sapienza, gli studenti, che all’università vi abitano, hanno dovuto passare la giornata in una città universitaria blindata ed invivibile fino ad essere caricati dalla Polizia al momento della contestazione al leader libico.
Ora il dittatore, dopo aver incontrato il Ministro alle pari opportunità e l’assemblea di donne, tornerà a Tripoli, da dove ricomincerà il suo lavoro di ricatti all’Europa a suon di partenze e spari sui barconi, di violenze e torture.