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Palermo - Migrazioni e cittadinanze

19 e 30 giugno 2009, due giorni di incontri organizzati dal Dipartimento Studi su Politica Diritto e Società dell’Università degli Studi di Palermo e dall’Asgi

Dipartimento Studi su Politica Diritto e Società in collaborazione con ASGI ( Associazione studi giuridici sull’ immigrazione) e GD ( Giuristi democratici)

-  Venerdì 19 giugno 2009 – Ore 15 – Piazza Bologni 8

Conflitto sociale e sanzione penale

Partecipano : Emilio Santoro, dell’Università di Firenze, Armando Sorrentino, avvocato del Foro di Palermo, Fulvio Vassallo Paleologo, dell’Università di Palermo, Totò Cavaleri del Laboratorio ZETA di Palermo

-  Martedì 30 giugno 2009 – Ore 15 – Piazza Bologni 8

Migrazioni e cittadinanze tra stato di diritto e diritto di polizia

Partecipano : Salvatore Palidda dell’Università di Genova, Paolo Cuttitta, Marco Pirrone e Fulvio Vassallo Paleologo, dell’ Università di Palermo, Pietro Milazzo della CGIL Sicilia

Nel corso di questo incontro sarà presentata la ricerca
Razzismo democratico
La persecuzione degli stranieri in Europa (a cura di Salvatore Palidda), 2009.
Edizioni Agenzia X

Le scelte proibizioniste dei governi che chiudono ai migranti le vie di ingresso legale ed effettuano respingimenti collettivi, vietati a livello internazionale, verso gli stati che non rispettano i diritti dell’uomo, ed in particolare il diritto di asilo, alimentano le mafie che speculano sulla domanda di mobilità delle persone, con frequenti collusioni tra le organizzazioni criminali e le autorità che nei paesi di transito sono preposte ai controlli di frontiera. Allo sbarramento delle frontiere esterne corrisponde l’ inasprimento delle frontiere interne, con la introduzione del reato di immigrazione clandestina e con il prolungamento dei tempi della detenzione amministrativa. Il lavoro dei migranti irregolari si avvicina allo sfruttamento schiavistico. Come si impedisce l’accesso al territorio, si negano i diritti fondamentali della persona umana, persino l’accesso alla istruzione, la iscrizione anagrafica, il diritto alla salute. In un paese nel quale il sistema elettorale nega la rappresentanza politica a milioni di cittadini, mentre si escludono dalla cittadinanza e dal diritto di voto gli immigrati, si ripropone l’ esigenza di individuare e praticare nuove prassi di difesa e di aggregazione sociale. In questa prospettiva va svelata la utilizzazione del diritto penale nel controllo del conflitto sociale, mentre si moltiplicano le diverse forme di razzismo istituzionale. Nella direzione di una tutela effettiva contro le violazioni del principio di eguaglianza e delle garanzie democratiche dello stato di diritto, si potrà così contrastare la diffusa tendenza che individua nei migranti il “nemico interno”, responsabile delle crescenti difficoltà derivanti dalla crisi economica interna ed internazionale, una “crisi” indotta dalle stesse forze che alimentano paure ed insicurezza per mantenere ed accrescere il proprio consenso.

[ venerdì 19 giugno 2009 ]

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